Trieste tra le città italiane con la concentrazione media annuale di biossido di azoto più alta

Nessun capoluogo del Friuli Venezia Giulia rientra nella classifica delle 55 città italiane che nel 2025 hanno superato la concentrazione media di polveri sottili (Pm10) di 20 µg/mc, limite in vigore a partire dal 2030. E' quanto emerge dal rapporto "Mal'Aria di città 2026" di Legambiente, che analizza lo stato della qualità dell'aria nei capoluoghi di provincia italiani. Nel dettaglio, Gorizia ha registrato una media di Pm10 pari a 15 µg/mc, Trieste e Udine di 16 µg/mc, Pordenone di 19 µg/mc. La media annuale, precisa il rapporto, è stata calcolata a partire delle medie annuali delle singole centraline di monitoraggio ufficiale delle Arpa classificate come urbane. Per quanto riguarda le polveri ultrasottili, il cui limite fra quattro anni sarà di 10 µg/mc, nel 2025 il valore è stato superato da Pordenone (13 µg/mc), Udine (12 µg/mc) e Gorizia (11 µg/mc), le quali dovranno ridurre la concentrazione rispettivamente del 23%, 13% e 9%. Lo scorso anno Trieste si è fermata alla soglia dei 10 µg/mc. Pordenone e Trieste rientrano infine tra le 40 città capoluogo di provincia con la concentrazione media annuale di biossido di azoto più alta in Italia. Nel dettaglio Pordenone registra una media di 25 µg/mc, Trieste 21 µg/mc. Per rispettare i limiti che entreranno in vigore a partire dal 2030 (20 µg/mc) sarà necessaria, si evince dal rapporto, una riduzione della concentrazione rispettivamente del 20% e del 3%. (ANSA). FMS ANSA foto Sebastiano Visintin
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