Trieste, tornano a Miramare i reperti egizi di Massimiliano d’Asburgo: in mostra oltre cento opere

Dopo 143 anni, una parte della collezione egizia dell’arciduca Ferdinando Massimiliano d’Asburgo torna a Trieste. Dal 2 aprile al 1° novembre 2026, le Scuderie del Castello di Miramare ospiteranno la mostra “Una Sfinge l’attrae. Massimiliano d’Asburgo e le collezioni egizie tra Trieste e Vienna”, che riporterà in città oltre cento reperti archeologici.
L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra il Museo storico e Parco del Castello di Miramare e il Kunsthistorisches Museum di Vienna, dove la collezione era stata trasferita nel 1891 ed esposta nella Collezione egizio-orientale.
Una mostra tra Trieste e Vienna
La mostra è organizzata dal Museo storico e Parco del Castello di Miramare, co-organizzata dal Kunsthistorisches Museum, realizzata da MondoMostre e CoopCulture, in collaborazione con il Comune di Trieste e PromoTurismoFVG, con il contributo scientifico del Museo Egizio di Torino.
Il progetto espositivo è curato da Massimo Osanna, direttore della Direzione generale Musei, Christian Greco, direttore del Museo Egizio di Torino, Cäcilia Bischoff, storica dell’arte del Kunsthistorisches Museum, e Michaela Hüttner, curatrice della Collezione egizio-orientale del museo viennese.
Attraverso una selezione di reperti provenienti dalle raccolte costituite da Massimiliano d’Asburgo in diverse fasi della sua vita, la mostra racconta il rapporto dell’arciduca con l’antico Egitto e la nascita della sua collezione.
La passione di Massimiliano per l’antico Egitto
La genesi della collezione affonda le radici nei primi anni Cinquanta dell’Ottocento, quando Massimiliano acquistò un primo nucleo di reperti dall’ex console generale ad Alessandria d’Egitto Anton von Laurin. Negli anni successivi la raccolta si ampliò grazie a missioni diplomatiche e campagne di acquisizione.
L’arciduca immaginava la collezione non solo come simbolo di prestigio personale, ma anche come strumento di studio e ricerca sulla civiltà egizia. Per questo incaricò l’egittologo S.L. Reinisch di studiare i reperti e redigere un catalogo scientifico.
Quando divenne imperatore del Messico, Massimiliano affidò allo stesso studioso una nuova campagna di acquisti in Egitto tra 1865 e 1866, con l’intento di ampliare ulteriormente la collezione e destinarla al Museo Nacional del Messico, progetto che però non si realizzò a causa della sua morte prematura.
Reperti anche dal Museo Winckelmann di Trieste
Accanto ai prestiti provenienti da Vienna e alle opere della collezione di Miramare, l’esposizione comprende anche reperti del Civico Museo d’Antichità J.J. Winckelmann di Trieste.
La presenza di questi oggetti testimonia come l’interesse per l’egittologia fosse diffuso nel panorama del collezionismo triestino dell’Ottocento, inserendo la passione di Massimiliano in un contesto culturale più ampio.
Attività educative per le scuole
In occasione della mostra, il Museo storico e Parco del Castello di Miramare, in collaborazione con CoopCulture, ha organizzato anche un programma di attività educative rivolto alle scuole di ogni ordine e grado.
Le iniziative combineranno narrazione, esplorazione, gioco e laboratori, offrendo agli studenti un’occasione per avvicinarsi alla civiltà egizia e ai suoi simboli, attraverso un’esperienza educativa immersiva.
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