martedì 18 agosto 2026
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Cronaca

Trieste, Stefano Rebek: «Serve una discoteca sul mare, è un diritto dei giovani» (VIDEO)

Luca Marsi·
Trieste, Stefano Rebek: «Serve una discoteca sul mare, è un diritto dei giovani» (VIDEO)

Trieste non è una città morta. Gli eventi sono numerosi, i locali lavorano e le persone escono, ma continua a mancare un tassello fondamentale: una vera discoteca estiva sul mare.

È la posizione espressa da Stefano Rebek durante il talk sulla movida condotto da Luca Marsi dal palco della Sagra de la Sardela.

Rebek ha costruito il proprio intervento attorno a due concetti apparentemente opposti ma, nella sua lettura, perfettamente compatibili: Trieste offre già moltissimo, ma ha ancora bisogno di uno spazio dedicato al ballo e ai giovani.

«Trieste è piena di cose da fare»

Secondo Rebek, una parte del problema nasce dalla percezione.

«Io credo che Trieste sia piena di cose da fare», ha spiegato, facendo riferimento anche alle testimonianze di persone provenienti da fuori città che descrivono positivamente il mare, i castelli, i bar, gli eventi e i dj set.

La sua critica è rivolta soprattutto all'abitudine triestina di descrivere continuamente la città come poco viva.

«Trieste vive in questa bolla di idea di città morta, dove non è morta», ha affermato.

Rebek ha citato Canal Grande, Cavana e piazzetta Barbacan come esempi di zone frequentate, sostenendo che l'aumento degli affitti dei locali nelle aree maggiormente richieste sia un ulteriore segnale della presenza di pubblico.

«I sessantenni danno via ai ventenni»

Nel suo intervento non è mancata una provocazione diretta ai ragazzi.

Secondo Rebek, le generazioni più adulte sarebbero spesso molto più efficienti nell'informarsi sugli appuntamenti cittadini.

«Le fasce più grandi guardano Facebook meglio dei giovani, dove c'è una sagra, dove c'è una serata danzante, lo sanno», ha raccontato, arrivando alla battuta: «Secondo me i sessantenni danno via ai ventenni».

Una provocazione che nasconde una riflessione più ampia: nell'epoca dei social network, avere migliaia di contenuti a disposizione non significa necessariamente riuscire a trovare le informazioni utili sugli eventi della propria città.

Una discoteca sul mare per Trieste

La posizione cambia quando il discorso arriva ai luoghi dedicati esclusivamente al ballo.

«Trieste ha necessità di una discoteca estiva, nel senso che serve una discoteca sul mare», ha dichiarato.

Per Rebek, il fatto che esistano numerosi eventi non elimina questa esigenza: «Eventi ce ne sono? Sì, è pieno, ma la discoteca manca, questo è un dato oggettivo».

E ha aggiunto una frase destinata inevitabilmente a far discutere: «È un diritto dei giovani avere una discoteca per andare a ballare».

Il successo degli eventi dimostra che la domanda esiste

A sostegno della propria tesi, Rebek ha raccontato l'esperienza di un evento organizzato al Castello Formentini.

Le aspettative iniziali erano di circa 300 persone, ma, secondo quanto riferito durante la diretta, le presenze hanno superato quota mille.

Per l'appuntamento successivo gli organizzatori avrebbero persino cercato di ridurre la promozione, temendo un afflusso nuovamente difficile da gestire.

Per Rebek è la dimostrazione che il pubblico esiste e che è disponibile anche a spostarsi quando viene proposta un'esperienza considerata interessante.

Regole sì, ma da «smussare»

Sul fronte delle normative, Rebek ha voluto chiarire un punto: nessuno chiede l'assenza di controlli.

«Nessuno chiede di abolire le regole, solo di smussare certe regole, che è diverso. Non vogliamo l'anarchia, assolutamente. Anzi, così viene premiato chi lavora davvero bene», ha dichiarato.

La distinzione diventa centrale nel dibattito: sicurezza e rispetto dei residenti da una parte, possibilità concreta di organizzare dall'altra.

Il futuro di via Torino secondo Rebek

Nel finale Rebek ha lanciato anche una previsione sulla trasformazione della zona di via Torino.

Secondo lui, l'apertura di attività rivolte a un pubblico molto giovane e la presenza di proposte low cost potrebbero modificare profondamente la composizione della frequentazione della zona.

«Secondo me via Torino, ci aggiorneremo fra due anni, diventerà tutto super giovane», ha previsto.

Una trasformazione che, secondo Rebek, potrebbe creare anche nuove difficoltà di gestione se non accompagnata da una strategia complessiva.

La sua fotografia della Trieste serale resta quindi complessa: una città molto più viva di quanto ami raccontarsi, ma che deve ancora trovare un equilibrio tra regolamenti, residenti, giovani, turismo e necessità di spazi per ballare.

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