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Cronaca

Rovinelli sui migranti che arrivano in città: «Molti cercano Questura per farsi identificare» (VIDEO)

Luca Marsi·
Rovinelli sui migranti che arrivano in città: «Molti cercano Questura per farsi identificare» (VIDEO)

Distinguere tra chi attraversa il territorio con l’obiettivo di chiedere protezione e chi rappresenta un effettivo problema di sicurezza. È il messaggio lanciato da Vincenzo Rovinelli durante l’acceso confronto sull’immigrazione e sui confini nella diretta “Verso la fine dell’estate”.

«Hanno già impostato dove è la Questura»

Rovinelli è intervenuto dopo le osservazioni di Riki Ramazzina sui gruppi di migranti che attraverserebbero alcune zone periferiche della città utilizzando il telefono per orientarsi.

«Quando li vedi con il telefonino hanno già impostato dove è la Questura perché vanno a farsi il permesso di soggiorno», ha affermato.

Secondo Rovinelli si tratterebbe, in molti casi, di persone intenzionate a entrare in un percorso di identificazione.

«È gente che vuol farsi identificare, che vuole cercare veramente asilo politico in Italia e poi cerca di raggiungere qualche connazionale, qualche parente in altri Paesi».

«Quella non è gente che ci fa paura»

La conclusione di Rovinelli è molto netta.

«Quella non è gente che ci fa paura».

L’imprenditore ha sostenuto che le vere minacce alla sicurezza debbano essere ricercate in altri fenomeni, sui quali non ha voluto entrare nel dettaglio durante la trasmissione.

Ha però riconosciuto contemporaneamente un peggioramento della percezione generale.

«La sera adesso uscire di casa, andare in centro, andare in piazza Garibaldi o andare in giro la cosa è un po’ più pericolosa rispetto a tanti anni fa».

«Non dobbiamo rimanere chiusi in casa»

Pur riconoscendo il cambiamento, Rovinelli ha invitato a non trasformare la paura in una rinuncia alla vita cittadina.

«Questo non vuol dire che noi dobbiamo rimanere chiusi in casa».

Ha poi ricordato la presenza delle forze dell’ordine e di altre realtà impegnate nel controllo e nella prevenzione sul territorio.

Una posizione che cerca quindi di tenere insieme due elementi: riconoscere che esistono criticità, ma evitare generalizzazioni nei confronti di tutte le persone migranti.

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