Trieste, Questore: “Cyberbullismo e adescamenti online sono tra le maggiori preoccupazioni” (VIDEO)
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L'evoluzione delle tecnologie digitali ha cambiato profondamente il modo in cui i giovani costruiscono relazioni, comunicano e trascorrono il proprio tempo libero. Una trasformazione che porta con sé opportunità ma anche rischi significativi, soprattutto quando si parla di minori.
Nel corso della diretta di Trieste Cafe, il Questore di Trieste Lilia Fredella ha individuato proprio nei fenomeni che si sviluppano online una delle principali aree di attenzione per le forze dell'ordine.
Secondo il Questore, cyberbullismo, adescamenti e truffe digitali rappresentano oggi problematiche che meritano la massima attenzione.
Una preoccupazione molto forte
Alla domanda su quanto preoccupino cyberbullismo, truffe online e adescamenti, la risposta di Fredella è stata immediata.
Il Questore ha spiegato che si tratta di fenomeni che destano una preoccupazione enorme e che richiedono un impegno costante da parte della Polizia di Stato.
Negli ultimi anni la crescita dell'utilizzo dei social network e delle piattaforme digitali ha infatti moltiplicato le occasioni di contatto tra persone sconosciute, aumentando anche i rischi potenziali.
Il ruolo della Polizia Cibernetica
Fredella ha ricordato il lavoro svolto dalla Polizia Cibernetica, struttura specializzata che opera quotidianamente per contrastare i reati che nascono o si sviluppano attraverso internet.
L'attività non si limita agli aspetti investigativi.
Una parte importante del lavoro riguarda infatti la prevenzione e l'informazione.
Gli operatori incontrano studenti, famiglie e insegnanti per spiegare quali siano i rischi della rete e come affrontarli in modo consapevole.
Le difficoltà dei genitori
Uno degli aspetti evidenziati durante l'intervista riguarda il divario generazionale.
Secondo il Questore, molti genitori non sono cresciuti all'interno dell'universo digitale e spesso faticano a comprendere completamente le dinamiche che caratterizzano i rapporti sociali dei loro figli.
Pur utilizzando quotidianamente smartphone e social network, molti adulti non possiedono gli stessi strumenti culturali dei giovani che sono nati e cresciuti in un ambiente interamente digitale.
Questa distanza può rendere più difficile individuare segnali di disagio o situazioni di rischio.
Una nuova forma di educazione
Dalle parole del Questore emerge la necessità di sviluppare una vera educazione digitale.
Non si tratta soltanto di insegnare l'utilizzo delle tecnologie, ma anche di trasmettere consapevolezza rispetto ai pericoli che possono nascondersi dietro uno schermo.
Cyberbullismo, manipolazione psicologica, furto di dati personali e contatti con sconosciuti sono soltanto alcune delle criticità che richiedono una preparazione specifica.
Una sfida destinata a crescere
Secondo quanto emerge dall'analisi di Fredella, il mondo digitale continuerà ad avere un peso sempre maggiore nella vita quotidiana delle nuove generazioni.
Proprio per questo motivo la prevenzione e l'informazione rappresentano strumenti fondamentali per costruire una cultura della sicurezza capace di accompagnare i ragazzi anche negli spazi virtuali che frequentano ogni giorno.
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