Trieste, guardia giurata minacciata di morte durante il servizio: notte di tensione in via Cellini

Momenti di forte tensione nella notte tra domenica 15 e lunedì 16 marzo 2026 in via Cellini a Trieste, dove una guardia giurata in servizio presso un distributore automatico è stata minacciata di morte da un uomo già noto alle forze dell’ordine.
Secondo quanto ricostruito, l’individuo si trovava nell’area mentre bivaccava nei pressi della struttura, in evidente stato di alterazione dovuto all’alcol. L’operatore della vigilanza privata, seguendo le procedure previste dal servizio, gli avrebbe intimato di allontanarsi dalla zona.
A quel punto la situazione sarebbe degenerata rapidamente. L’uomo avrebbe reagito con minacce pesanti e aggressive nei confronti della guardia giurata, creando una situazione di forte tensione che ha spinto l’operatore a chiedere supporto.
L’episodio non ha fortunatamente provocato conseguenze fisiche per la guardia giurata, ma ha riacceso l’attenzione sui rischi che gli operatori della vigilanza privata affrontano quotidianamente, soprattutto durante i turni notturni.
La presa di posizione del sindacato ASGRI
Sull’accaduto è intervenuto il sindacato ASGRI, che tramite il segretario regionale FVG Christian Currò ha espresso forte preoccupazione per quanto avvenuto.
Il sindacato sottolinea che le guardie giurate svolgono un ruolo essenziale per la sicurezza del Paese, ma continuano a operare con tutele ritenute insufficienti rispetto alle responsabilità che devono affrontare ogni giorno.
Secondo ASGRI, gli operatori della sicurezza privata sono spesso chiamati a gestire situazioni critiche come persone in stato di alterazione, tentativi di furto, atti vandalici o aggressioni, senza però disporre di strumenti normativi aggiornati e adeguati ai rischi del servizio.
Per questo motivo il sindacato chiede alle istituzioni di aprire un confronto urgente per una riforma contrattuale e giuridica del settore, ritenuta ormai non più rinviabile.
ASGRI evidenzia inoltre che chi garantisce la sicurezza di strutture pubbliche e private non può essere lasciato solo di fronte a minacce e violenze, chiedendo maggiore riconoscimento professionale, strumenti adeguati e un quadro normativo più coerente con le reali condizioni di lavoro delle guardie giurate.
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