Siot: volumi record nel 2025, ricavi in crescita e investimenti raddoppiati

L’Assemblea dei Soci di SIOT – Società Italiana per l’Oleodotto Transalpino S.p.A. - ha approvato il bilancio d’esercizio al 31 dicembre 2025 che si è chiuso con un risultato netto di 2,9 milioni di euro. In un anno in cui il quadro geopolitico globale ha messo alla prova la tenuta dei sistemi energetici — il perdurare del conflitto russo-ucraino, le tensioni commerciali incrociate, fino al riemergere dei venti di guerra in Medio Oriente — SIOT ha chiuso l'esercizio 2025 con risultati in netta crescita sui principali indicatori: volumi trasportati a 41,6 milioni di tonnellate (+3,9% rispetto al 2024), ricavi a 116 milioni (+ 16,8 %), Margine Operativo Lordo (Ebitda) a 11,4 milioni, Reddito Operativo (Ebit) a 5,5 milioni. L’aumento si registra anche negli investimenti in infrastruttura che in Italia ammontano a 70,5 milioni di euro contro i 45,8 del 2024.
I dati macroeconomici del 2025 hanno confermato un rallentamento congiunturale dell’economia mondiale, evidente anche in Europa in un continuo quadro di incertezza. La Germania, che rimane il principale mercato di riferimento della Società, ha registrato un aumento dello 0,2 % del PIL rispetto all’anno precedente che aveva a sua volta segnato una contrazione dello 0,5 % sul 2023. “Il 2025 ha dimostrato ancora una volta — dichiara Alessandro Gorla, Presidente e Amministratore Delegato di SIOT e General Manager del gruppo TAL — la centralità strategica dell'Oleodotto Transalpino per la sicurezza energetica dell'Europa centrale. Abbiamo trasportato più greggio, accelerato il programma di investimenti e completato alcuni progetti strategici, tra cui il TAL Plus, che potenzia la capacità di trasporto e consente alla Repubblica Ceca di coprire il 100 % del proprio fabbisogno attraverso il nostro sistema. Sommando i contributi dei tre paesi, l’Oleodotto Transalpino ha generato risultati non consolidati di assoluto rilievo, con ricavi per 208,3 milioni di euro e un utile netto di 7,9 milioni di euro. Questi risultati non appartengono solo ai numeri di bilancio: appartengono a 259 dipendenti TAL in Italia, Austria e Germania, che ogni giorno garantiscono la continuità operativa e la sicurezza di un'infrastruttura su cui poggia l’approvvigionamento petrolifero di oltre 45 milioni di persone in Europa”.
Il completamento del progetto TAL Plus ha permesso di portare la capacità di pompaggio dell'oleodotto a 7.500 metri cubi orari, rafforzando in modo strutturale la posizione della Repubblica Ceca nel contesto della transizione verso forniture da rotte occidentali più sicure. Si tratta del risultato più concreto di una stagione di investimenti straordinari che ha interessato anche i lavori di adeguamento e di potenziamento delle strutture del Terminale Marino di Trieste, aumentandone la capacità operativa grazie all’ormeggio di petroliere di dimensioni Suezmax anche al pontile 1.
SIOT è la società italiana del gruppo TAL, di cui fanno parte anche TAL Austria e TAL Germania, ciascuna operante sulla propria tratta nazionale. Nel sistema TAL, SIOT rappresenta storicamente il baricentro operativo ed economico: con 138 dipendenti diretti, indotto di oltre mille lavoratori, e investimenti nel 2025 pari a 70,5 milioni di euro degli 80,4 milioni complessivi: “È a Trieste – aggiunge Gorla - che si concentra la quota preponderante delle ricadute occupazionali, dell'indotto e del valore generato dall'intera infrastruttura. Il Terminale Marino di Trieste, dove nel 2025 sono approdate 422 petroliere con un tonnellaggio medio in crescita da 94.569 a 98.463 tonnellate per nave, è il punto di ingresso di tutto il petrolio greggio che percorre i 753 chilometri dell'oleodotto per essere consegnato, direttamente o per tramite di infrastrutture di trasporto di terze parti, alle raffinerie di Austria, Germania e Repubblica Ceca. Mentre il greggio lascia l’Italia, l’indotto e l’impatto economico positivo rimangono in gran parte sul nostro territorio”.
In merito al 2026, nei primi cinque mesi dell'anno in corso, nonostante il perdurare dei conflitti internazionali e l’aggiunta della crisi dello stretto di Hormuz, i volumi sbarcati al Terminale Marino di Trieste hanno segnato un incremento superiore al 6% rispetto allo stesso periodo del 2025. Un segnale tangibile che la domanda strutturale di greggio nei paesi serviti dall'oleodotto transalpino rimane solida, e che le scelte di investimento compiute da TAL negli ultimi anni si traducono oggi in capacità reale di risposta alle esigenze del mercato confermandone il ruolo di asse portante dell'approvvigionamento petrolifero dell'Europa centrale.
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