Simona Cinà morta in piscina: l’avvocato della famiglia chiede approfondimenti su tutte le ipotesi

Nel corso della puntata odierna di Morning News su Canale 5, è intervenuto l’avvocato della famiglia di Simona Cinà, la giovane deceduta in circostanze ancora da chiarire all’interno di una piscina.
Dall’autopsia, ha spiegato il legale, la causa della morte risulta molto probabilmente essere l’annegamento. «A questo punto – ha dichiarato – bisogna capire quale sia stata la ragione che ha causato la morte: potrebbe trattarsi di un malore, oppure di una sostanza auto o eteroindotta, legata all’uso di alcol o di droghe. Ma questo potrà emergere solo dagli esami tossicologici».
Tra le ipotesi, il legale ha citato anche la possibilità di una caduta accidentale: «Potrebbe essere che la ragazza sia scivolata, abbia sbattuto la testa, perso i sensi e sia caduta in acqua».
Durante l’esame autoptico, sarebbe stata rilevata una piccola lesione alla testa, che però – precisano i medici – non avrebbe avuto rilevanza diretta nella dinamica del decesso. «Il cuore stava bene – ha aggiunto l’avvocato – ma la procura chiederà anche la documentazione medica della ragazza per valutare la sua storia agonistica e capire se vi fossero eventuali problemi pregressi».
Il legale ha poi sottolineato un aspetto cruciale: «La ragazza, essendo annegata, è annegata viva». Da qui la decisione di presentare un’istanza al pubblico ministero per ampliare gli accertamenti legati all’eventuale uso di sostanze stupefacenti: «Oggi esistono nuove tipologie di droghe che non si individuano facilmente al tatto o all’olfatto, quindi è fondamentale che vengano valutate tutte le possibili ipotesi».
Le indagini proseguono, mentre la famiglia attende risposte chiare sulle cause di una tragedia che ha sconvolto l’intera comunità.
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