Alla fine dello scorso mese i Carabinieri del Nucleo Investigativo raccoglievano la denuncia di una donna che, la sera precedente, era stata vittima di una rapina nella propria abitazione. Nella fattispecie, rincasando, la stessa veniva avvicinata da un uomo che si era presentato come capo cantiere del suo stabile in ristrutturazione chiedendole se vi fossero problemi di sorta. La donna, credendo alla buona fede, intendeva mostrare un problema alla finestra che, a causa dell'impalcatura, non si apriva. Avuto accesso all'appartamento l'uomo aggrediva la donna, strappandole dal collo le catenine d' oro e tentando di impossessarsi anche della vera e dei bracciali desistendo però nell'intento vista la difficoltà. Prima di allontanarsi minacciava di morte la vittima in caso avesse chiamato aiuto. La donna, in sede di denuncia, riusciva a fornire una descrizione compiuta e dettagliata del suo aggressore, affermando di essere in grado di riconoscerlo.
Nella stessa giornata della denuncia si verifica una seconda rapina, sempre ai danni di una donna. In questo caso l' aggressore seguiva la vittima nell'atrio del palazzo e la raggiungeva davanti al pianerottolo di casa dove la bloccava impedendole di chiamare aiuto. Sottrattale con violenza una collana d' oro si dava alla fuga. Anche in questo caso la vittima forniva una precisa descrizione del suo assalitore.
Le indagini immediatamente avviate dal Nucleo Investigativo in relazione alle due suddette rapine, venivano poste in correlazione con ulteriori elementi già acquisiti nell' ambito di pregressa attività d' indagine strettamente connessa e finalizzata all' individuazione dell'autore di altri reati del tutto simili per modus operandi e descrizione. L' acquisizione delle immagini dei sistemi di sorveglianza che insistevano nella zona dei due delitti e la successiva identificazione fotografica da parte delle vittime consentivano di identificare il reo in L.Y., cittadino Kosovaro 45enne.
Tra le diverse attività finalizzate dunque al rintraccio dello stesso, venivano eseguiti accertamenti volti a verificare se avesse intenzione di darsi alla fuga allontanandosi da Trieste, constatando che l'uomo aveva effettuato in quella stessa giornata una prenotazione tramite FLIXBUS con destinazione finale Stoccarda.
In considerazione dei gravi indizi di colpevolezza e del pericolo di fuga, i militari iniziavano le ricerche del soggetto. Lo stesso veniva individuato in zona San Giacomo e dopo aver tentato di sottrarsi alla cattura, veniva tratto in arresto. Nel corso della perquisizione che ne seguiva veniva rinvenuto quanto asportato alle due donne. La dott.ssa Baldovin della Procura di Trieste, concordando con l' operato dei Carabinieri, richiedeva la convalida del fermo e disponeva la traduzione al Coroneo.
Le indagini sono comunque proseguite, rivelando un particolare modus operandi. L' uomo, infatti, è risultato aver effettuato in passato altri viaggi dalla Germania verso Trieste, dove era solito fermarsi pochi giorni per poi fare rientro. Nelle giornate di permanenza in città sono risultati altri eventi di rapina assimilabili per modalità e descrizione dell'aggressore.
D'intesa con la Procura viene quindi pubblicata la foto dell'uomo con la speranza che altre vittime riconoscano lo stesso come autore di una rapina subita. Nel caso si invitano questi cittadini a recarsi presso un Comando Carabinieri per sporgere denuncia.