venerdì 28 agosto 2026
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Cronaca

Sequestrate 2.740 paia di guanti antincendio, riportanti indicazioni ingannevoli sull’origine italiana

Luca Marsi·
Ai fini dell’esercizio del diritto di cronaca, costituzionalmente garantito, e nel rispetto dei diritti degli indagati (che, in considerazione dell’attuale fase di indagini preliminari, sono da presumersi innocenti fino alla sentenza irrevocabile che ne accerti la colpevolezza), si rende noto che le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Treviso, nell’ambito dei controlli su strada che interessano i mezzi provenienti dall’Est Europa, hanno sequestrato 2.740 paia di guanti antincendio, contraddistinti da segni idonei a far credere che gli stessi fossero stati realizzati in Italia e non in Romania, Paese dove sono avvenute, in realtà, le lavorazioni sostanziali e prevalenti.
 
L’amministratore dell’azienda importatrice, con sede legale a Roma, è stato perciò denunciato alla Procura della Repubblica di Treviso per il reato di fallace indicazione di origine italiana, mentre la società è stata segnalata per responsabilità amministrativa.
 
I guanti, in particolare, già confezionati e pronti per la vendita, riportavano come fabbricante, nelle etichette interne e nelle note informative a corredo, esclusivamente il nome della società importatrice, di cui veniva anche indicato l’indirizzo, con ben in evidenza la parola “Italia”.
 
La merce è stata trovata a bordo di un furgone, proveniente dalla Romania, fermato da una pattuglia del Gruppo di Treviso nei pressi del casello autostradale di Venezia Est, dopo che aveva fatto ingresso nel territorio nazionale attraverso il valico confinario di Gorizia- Sant’Andrea: è stato proprio il conducente a riferire di trasportare guanti per addetti antincendio realizzati in un’impresa tessile rumena, dove li aveva caricati per conto della società italiana committente.
 
L’impresa romana, dopo la convalida del sequestro e a seguito di specifica autorizzazione dell’Autorità Giudiziaria, ha apposto nuove etichette riportanti, questa volta, il nome dell’azienda rumena e la Romania quale luogo di confezionamento.
 
L’operazione della Guardia di Finanza di Treviso, basata sul presidio di un punto di snodo fondamentale per il contrasto ai traffici illeciti, quale il casello autostradale di Venezia Est, che registra ogni anno il passaggio di oltre 3,5 milioni di veicoli, in buona parte provenienti dalla cosiddetta “Rotta Balcanica”, è stata finalizzata a tutelare i consumatori e gli operatori economici onesti, rispetto a coloro che tentano di conseguire facili profitti, utilizzando in modo fraudolento ogni segno idoneo a ingannare sull’origine dei beni.

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