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Cronaca

Sacchi neri ristoratore, reazioni a “Dentro la notizia”: Visintin «impietrito», Sterpin parla di «bufala»

Luca Marsi·
Sacchi neri ristoratore,  reazioni a “Dentro la notizia”: Visintin «impietrito», Sterpin parla di «bufala»

A “Dentro la notizia”, su Canale 5, condotto da Gianluigi Nuzzi, è stata affrontata una nuova testimonianza legata al caso di Liliana Resinovich. L’ex titolare di una pizzeria ha dichiarato che, a suo dire, la donna gli avrebbe chiesto dei sacchi neri dell’immondizia in due occasioni, durante il periodo del Covid, chiedendogli anche di non parlarne con nessuno. Il testimone ha raccontato di essersi presentato pochi giorni fa a casa del marito di Liliana per riferire direttamente quanto ricordava.

La registrazione del marito e il contenuto del racconto
Sebastiano Visintin ha spiegato di aver registrato la conversazione perché, nel momento in cui ha aperto la porta, già al telefono con un’altra persona, il testimone gli avrebbe annunciato di voler parlargli di “alcune cose di Liliana”. La dichiarazione lo ha insospettito e lo ha portato a interrompere la chiamata e ad attivare il registratore.
Nel racconto, l’ex ristoratore sostiene che Liliana si sarebbe presentata alla porta del suo locale per acquistare un sacco nero, tornandone a richiedere un secondo il giorno seguente, raccomandandogli di non riferirlo a nessuno.

La reazione di Sebastiano Visintin
Visintin ha definito la testimonianza sorprendente: «Questa cosa mi ha veramente stupito, sono rimasto impietrito da quello che mi ha detto e cioè che Liliana gli ha chiesto i sacchi neri».
A proposito dell’affidabilità del testimone, ha aggiunto di non aver capito fino in fondo le ragioni della sua visita: «All’inizio non riuscivo a capire perché fosse venuto da me a dirmi queste cose. Sono cose che, secondo me, dovrebbero essere verificate dagli inquirenti».

La posizione di Claudio Sterpin
In collegamento, Claudio Sterpin ha espresso un’opinione completamente opposta, definendo la testimonianza «una mascherata» e «una bufala»: «Ognuno dice la sua e la maggior parte di cose dette sono bufale». Sterpin ha ribadito la propria convinzione che la morte di Liliana coinvolga più persone, affermando che molte ricostruzioni alimentate nel tempo sarebbero prive di fondamento.
Sulla scelta del testimone di rivolgersi a Visintin invece che alle autorità, Sterpin ha commentato: «Doveva farlo a tempo debito, tre anni fa. Questa persona doveva andare in polizia a dire le sue cose, non da Sebastiano. Io scopro una cosa che può essere interessante e la vado a dire a Sebastiano?».

Due letture opposte sulla stessa testimonianza
Le posizioni emerse a “Dentro la notizia” mostrano una netta distanza tra i punti di vista di Visintin e Sterpin. Da una parte la richiesta di verifiche da parte degli inquirenti, dall’altra la convinzione che la testimonianza sia priva di credibilità. Un contrasto che conferma quanto il caso Resinovich, a quasi quattro anni dalla scomparsa, continui a generare domande e interpretazioni differenti.

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