Rebek: "Il vero problema di Trieste? Non sappiamo vendere la bellezza che abbiamo" (VIDEO)
Durante la diretta serale di Trieste Cafe, condotta da Luca Marsi, l’opinionista Stefano Rebek ha acceso il dibattito con una riflessione provocatoria sul turismo triestino, nel confronto tra Sergio Mina (Lega) e Martina Machnich (Punto Franco).
"Trieste non sa ancora usare il suo mare"
Rebek ha sottolineato come Trieste, nonostante la sua vocazione marittima, non abbia ancora capito appieno il potenziale del proprio mare: “Abbiamo impiegato 50 anni per capire che siamo una città di porto, figurati quando realizzeremo che siamo anche una città di mare”. Una battuta che racchiude una verità amara: la mancanza di una struttura balneare adeguata limita la capacità della città di offrire un’esperienza completa ai turisti.
Crocieristi: turisti "di ritorno" che Trieste non considera
Rebek ha poi puntato il dito contro l'approccio al turismo, spesso diviso tra chi predilige il turismo mordi e fuggi e chi sogna un turismo lento. “È da un anno che chiedo di fare una vera indagine di mercato: quante persone tornano a Trieste dopo una crociera? Io parlo con loro ogni giorno: vengono per un giorno, se ne innamorano e poi tornano per restare più a lungo”, ha dichiarato, evidenziando come i crocieristi siano un valore aggiunto spesso sottovalutato.
“Chiudiamo tutto quando la città dovrebbe vivere”
Altro punto critico per Rebek è la gestione della vita serale in città: “Chiudiamo tutto quando i turisti vogliono vivere la città: dopo una giornata tra Miramare e San Giusto, la sera vogliono un aperitivo o una pizza, ma trovano le serrande abbassate”. Una stoccata diretta a una Trieste che, secondo lui, non sa ancora essere davvero accogliente nelle ore in cui dovrebbe brillare di più.
Il turismo? È tutto collegato
Per Rebek non esistono “turisti di serie A o di serie B”: “Il turista che oggi visita una mostra, domani torna per un concerto o per il Cirque du Soleil. Lo stesso che magari si è innamorato della città scendendo da una nave da crociera mesi prima”. Il messaggio è chiaro: smettiamo di fare distinzioni e iniziamo a ragionare su un turismo integrato, capace di valorizzare ogni occasione.
Le sue parole sono risuonate come una sfida aperta: “Venite fuori con me la sera, parliamone davanti a un aperitivo. O meglio, acqua, visto che sono a dieta!” ha concluso con il suo solito tocco ironico.
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