Via Bellini, razzia in appartamento con trama da film: si finge rider con mascherina, complici "amici-serpenti" delle vittime
Ingente furto commesso in un appartamento del centro città: quattro indagati di cui tre colpiti da misure cautelari.
Le indagini dirette dalla Procura di Trieste e svolte dalla sezione “reati contro il patrimonio” della Squadra Mobile giuliana, hanno consentito di far luce su un ingente furto commesso nell’aprile scorso in questo centro città, attraverso la meticolosa ricostruzione dei movimenti degli indagati durante le fasi esecutive della commissione del reato.
Gli elementi raccolti hanno consentito al G.I.P. di Trieste di emettere – su richiesta del P.M. titolare del fascicolo di indagine, dott. Pietro MONTRONE – l’ordinanza applicativa della custodia cautelare degli arresti domiciliari a carico di due triestini, entrambi noti agli investigatori e quella dell’obbligo di presentazione quotidiana presso la questura della loro complice, mentre una quarta persona, residente anch’essa a Trieste, è stata indagata in stato di libertà.
La complessa attività di analisi dei filmati registrati dalle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona di commissione del furto e dei tabulati telefonici acquisiti, hanno consentito di raccogliere una serie di indizi concordanti in ordine alla responsabilità delle persone indagate, così da consentire all’A.G. l’emissione di provvedimenti cautelari.
Le indagini hanno consentito di accertare che l’autore materiale del furto, camuffato da “rider” e indossando una mascherina chirurgica, si era fatto accompagnare, in auto nei pressi dell’abitazione presa di mira che ha sede in un palazzo di pregio sito in centro città, accedendovi, utilizzando delle chiavi .
Dopo essersi impossessato di un ingente bottino costituito da numerosi oggetti preziosi, l’autore del furto raggiungeva il complice che lo attendeva nell’auto ferma in zona. Nel frattempo una delle due donne indagate che era solita frequentare le vittime del reato, si era assicurata che i coniugi proprietari dell’appartamento fossero entrambi impegnati e lontani dall’abitazione. Nel contesto, la seconda donna implicata nei fatti rimaneva in contatto telefonico con i correi assicurando così il “coordinamento” tra gli esecutori materiali del reato e la complice che aveva il “controllo” dei movimenti delle vittime.
Le persone colpite dalle misure cautelari sono state rintracciate presso le rispettive abitazioni nel corso della mattina del 20 ottobre, dagli investigatori della Squadra Mobile triestina che hanno eseguito i provvedimenti restrittivi mettendo a disposizione della procedente A.G. le persone arrestate e quella sottoposta all’obbligo di presentazione.
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