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Cronaca

Polidori: «Ticket Carnevale per scremare maranza e stranieri e alzare la sicurezza. è prevenzione» (VIDEO)

Luca Marsi·
Polidori: «Ticket Carnevale per scremare maranza e stranieri e alzare la sicurezza. è prevenzione» (VIDEO)

La diretta riparte dalla pista di pattinaggio in piazza Ponterosso, nell’ultimo giorno di trasmissione prima della chiusura dell’impianto. Andrea Pastine introduce il secondo ospite della giornata: Paolo Polidori, sindaco di Muggia.

La prima domanda è “secca” e, come lo stesso Polidori ammette, non se l’aspettava: al centro c’è il Carnevale di Muggia e l’ipotesi di un ticket da 10 euro.

Polidori entra subito nel punto che ritiene decisivo: il Carnevale, dice, è la manifestazione più grande e più seguita della città e proprio per questo deve essere “attenzionata” sul piano della sicurezza. Nella sua impostazione, la scala delle priorità è chiara: non si parte dal divertimento, ma dalla sicurezza. Il divertimento, afferma, è conseguenza della sicurezza.

Da qui arriva la spiegazione del ticket: Polidori lo presenta come una misura possibile “per ridurre il rischio”, specificando che il rischio zero non esiste ma che l’organizzazione deve cercare “tutte le iniziative possibili” per ridurlo. Nel suo discorso, i 10 euro vengono indicati come uno strumento in grado di “scremare” chi non arriva con l’intenzione di partecipare alla festa ma con l’idea di trasformarla in un problema di ordine pubblico.

Il sindaco affronta anche la parola che, riconosce, ha generato polemiche: “feccia”. Spiega però come la intenda: per lui è “tutta quella gente” che si presenta soprattutto in queste circostanze, “maranza e soprattutto stranieri”, con l’unico obiettivo di creare risse, fare regolamenti di conti, “creare casino”. Aggiunge che spesso queste persone arrivano con coltelli e “ubriachi fino al midollo”. La conclusione è netta: chi vuole divertirsi, secondo Polidori, i 10 euro li paga “volentieri”, proprio perché li vive come un investimento in maggiore sicurezza. Chi invece vuole fare risse, “magari se ne va a fare da un’altra parte”.

Nel ragionamento del sindaco, il ticket non viene quindi proposto come tassa o ostacolo ai residenti, ma come filtro mirato: un deterrente contro chi entra con finalità violente o criminali. E insiste su un punto per lui fondamentale: non si tratterebbe di un’invenzione estemporanea o “campata in aria”. Polidori afferma che la misura è stata “concordata e voluta specificamente” da questura e prefettura.

C’è poi un dettaglio operativo su cui punta molto: il biglietto nominativo. Polidori spiega che, con l’ingresso nominativo, si avrà “il nome di chi entra” e sarà quindi più facile individuare chi crea disordini o commette reati durante la manifestazione. Nel suo racconto, nominatività e sicurezza sono due facce della stessa medaglia: la possibilità di identificare rapidamente chi entra renderebbe più efficace la gestione di eventuali criticità.

Il tema Carnevale, nella diretta, diventa così il punto di partenza per un’impostazione più ampia: Polidori descrive la festa come un grande evento da difendere non soltanto per l’orgoglio della città, ma perché la sua riuscita dipende dalla capacità di prevenire e contenere episodi violenti. Il ticket viene collocato dentro questo schema: prevenzione prima, festa dopo.

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