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Cronaca

Partecipata cerimonia in Risiera, tensione alle stelle tra i presenti all'esterno causa del numero chiuso (FOTO)

Luca Marsi·
- Si è tenuta oggi, martedì 25 aprile, al Monumento nazionale della Risiera di San Sabba, la cerimonia celebrativa nella ricorrenza del 78° anniversario della Liberazione.
 
 
 
Alla cerimonia centrale alla Risiera di San Sabba di stamane, accanto alle Autorità locali civili, militari e religiose con i gonfaloni della Città di Muggia, decorato di Medaglia d’Argento al Valor militare, della Città di Trieste, decorato di Medaglia d’Oro al Valor militare, della Regione Autonoma Friuli Venezia Gilia e dei Comuni di Duino Aurisina/ Devin-Nabrežina e San Dorligo della Valle/Dolina, erano presenti i rappresentanti e i labari di vari gruppi, Enti e delle Associazioni dei Volontari della Libertà, dei Caduti, delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, dei Sindacati e del Comitato Internazionale del Lager Nazista della Risiera di San Sabba. Presente anche la bandiera della Brigata Ebraica che, inquadrata nella Ottava Armata dell'Esercito Britannico, contribuì alla liberazione d'Italia.
 
 
 
Alla presenza di un picchetto del Reggimento Piemonte Cavalleria Secondo, la cerimonia ha avuto inizio con la deposizione di una corona d'alloro da parte del Prefetto di Trieste e Commissario del Governo, Pietro Signoriello, del Presidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga e del Sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza. 
 
Altre corone sono state deposte congiuntamente a cura delle Amministrazioni di Duino Aurisina/ Devin-Nabrežina, Monrupino/Repentabor, Muggia, Sgonico/Zgonik, San Dorligo della Valle/Dolina e dai rappresentanti dei gruppi e delle Associazioni.
 
Sono seguiti gli interventi del Sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, del Sindaco di Monrupino Tanja Kosmina, del vicepresidente dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia Emilio Ricci a nome delle Associazioni dei Partigiani e Deportati e di Cristina Vascotto della UIL Trieste a nome dei sindacati.
 
 
 
Nel suo discorso, il Sindaco di Dipiazza ha voluto rimarcare che: “Non esistono cose buone dinanzi alle barbarie che si sono compiute durante la Seconda guerra mondiale e non esiste alcuna giustificazione per nessun tipo di dittatura”.
 
“Libertà, Pace, Democrazia – ha affermato ancora nel suo intervento il Primo cittadino di Trieste - hanno rappresentato e rappresentano le fondamenta della civiltà italiana ed europea e sono stati i valori della Resistenza in un periodo storico caratterizzato da differenti e sofferte storie personali e di comunità”.
 
“Il 25 aprile del 1945, con la liberazione del Paese dal Governo fascista e dall’occupazione nazista, segnò la fine del conflitto anche se la nostra Trieste ha dovuto attendere più tempo per tornare ad avere un proprio equilibrio istituzionale”.
 
 
 
“A me per primo, alle persone qui presenti e soprattutto alle nuove generazioni – ha proseguito Dipiazza - ricordo e onoro tutti i caduti per la liberazione della nostra Patria. La resistenza è patrimonio della Nazione tutta, non di una fazione”.
 
 
 
“In questo monumento nazionale della Risiera, come in tutti gli altri luoghi scelti in Italia per celebrare questa giornata, si partecipa liberamente senza che ci sia nessuno, tantomeno sindaci, titolati ad elargire inviti perché questa è la festa di un intero Paese che, unito, ha saputo cacciare l’invasore”.
 
 
 
“Nel 2020, quando questa cerimonia è stata chiusa al pubblico a causa della lotta che tutti noi stavamo affrontando contro il Covid – ha ricordato il Sindaco di Trieste -  lessi un messaggio congiunto di tutti i Sindaci presenti che in un suo passaggio recitava “da questo giorno, grazie alla resistenza ed alle tante sofferte storie personali e di comunità è nata un’Italia migliore e grazie a questa nuova resistenza di popolo riusciremo nuovamente a vincere il nemico comune ed a rinascere migliori sia individualmente che come comunità”.
 
 
 
“Ebbene, come appena pochi anni fa siamo rimasti uniti ed abbiamo vinto, oggi dobbiamo continuare ad essere vigili e uniti perché nel mondo c’è chi ha già deliberatamente aggredito e chi sta minacciando di voler aggredire ed annientare i cardini su cui si basa la nostra Democrazia che sono le Libertà e la Pace”.
 
 
 
“I valori della Resistenza – ha concluso Dipiazza - non devono diventare una fotografia in bianco e nero di un preciso periodo storico, utilizzato da alcuni solo per continuare a dividere, ma devono animare il nostro sentire ed illuminare le nostre decisioni contro ogni regime totalitario e contro chiunque voglia attentare oggi, come ieri, ai nostri principi democratici”.
 
 
 
La celebrazione è proseguita con i riti religiosi: cattolico, officiato dal Vescovo di Trieste Monsignor Enrico Trevisi; ebraico, a cura del Rabbino capo della Comunità ebraica di Trieste e del Friuli Venezia Giulia Paul Alexandre Meloni. Per la Comunità Greco-Ortodossa il rito è stato officiato dall’Archimandrita Grigorius Miliaris, per la Comunità Serbo-Ortodossa da Padre Raško Radović e, per le Chiese Protestanti, da Gudrun Martini, rappresentante della Chiesa Evangelica Luterana.
 
 
 
Al termine, si è tenuto il concerto del Coro partigiano triestino - Tržaški partizanski pevski zbor “Pinko Tomažič”: Canzoni, parole e fiori per il 25 aprile.
 
 
 
 
 
A conclusione della cerimonia, una delegazione dell’Amministrazione comunale di Trieste è partita dalla Risiera di San Sabba per andare a deporre corone d’alloro sui luoghi simbolo che onorano la memoria dei Caduti della Resistenza.
 
 
 
Il percorso ha toccato e reso omaggio al monumento ai Caduti in via dell’Istria, al cippo della Resistenza nel Parco della Rimembranza, alla lapide ai Caduti antinazisti del ‘44 in via Massimo D’Azeglio e al cippo che commemora 71 fucilati condannati dal tribunale speciale al Poligono di Villa Opicina. 
 
 
 
Da ricordare che la corona alla lapide per i Caduti italiani e sloveni di San Giovanni nella lotta di Liberazione, situata in strada di Guardiella 25, non è stata deposta, in quanto l'edificio è ancora in fase di ristrutturazione, mentre il ricordo dei martiri di via Ghega si è svolto venerdì 21 aprile.
 
 
 
Nell’ambito delle iniziative collegate all’Anniversario della Liberazione, infine, domenica 30 aprile alle ore 20.00 nell’Auditorium “Marco Sofianopulo” del Museo Revoltella in via Diaz 27, è in programma il reading teatrale “Nella morsa”, uno speciale evento culturale a cura del Museo della Risiera di San Sabba con la collaborazione dell’Istituto Regionale per la Storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea del Friuli Venezia Giulia - IRSREC FVG. 
 
 
 
“Nella morsa”, una prima assoluta di e con Sara Alzetta, è una lettura teatrale accompagnata dalla proiezione di illustrazioni di Francesco Zardini. Il testo è tratto da una vicenda realmente accaduta a Trieste nell’immediato secondo Dopoguerra: la triestina Maria Daris, accusata di collaborazionismo, viene in seguito assolta e riconosciuta come vittima. Dando voce alle diverse figure coinvolte, prende corpo un dramma fatto di confusione tra vero e falso, tra presunzione e certezza, tra bene e male.
 
 
 
Dopo lo spettacolo (durata 50’) il pubblico verrà accompagnato dentro la storia vera di Maria Daris grazie a un breve approfondimento storico condotto da Roberto Spazzali, autore della ricerca sugli atti giudiziari su cui si basa il lavoro di Sara Alzetta. L’ingresso è libero fino a esaurimento dei posti disponibili. È possibile prenotare entro le ore 12 di venerdì 28 aprile scrivendo all’indirizzo risierasansabba@comune.trieste.it.
 
 
 
Si rammenta ancora che, nella Sala delle Commemorazioni della Risiera di San Sabba è possibile visitare la mostra Rammentare le vittime, ammonire i viventi. La Risiera di San Sabba a Trieste negli scatti di Marino Ierman: un percorso attraverso gli spazi monumentali della Risiera di San Sabba visti con gli occhi del fotografo triestino. La mostra vuole essere anche un invito alla riflessione mediante la contemplazione del luogo architettonico, in linea con le intenzioni dell’architetto Romano Boico, autore nei primi anni Settanta della trasformazione monumentale della Risiera. L’esposizione, a cura del conservatore del museo e memoriale Anna Krekic, è visitabile fino al 4 giugno.
 
 
 
Le attività legate all’Anniversario della Liberazione sono promosse dal Comune di Trieste con la collaborazione del Comune di Muggia, del Comune di Duino-Aurisina - Občina Devin-Nabrežina, del Comune di San Dorligo della Valle - Občina Dolina, del Comune di Sgonico - Občina Zgonik, del Comune di Monrupino - Občina Repentabor. Sono realizzate dal Civico Museo della Risiera di San Sabba - Monumento Nazionale con il sostegno del MIC - Ministero della Cultura, con la collaborazione del Comitato per la difesa dei valori della Resistenza e delle Istituzioni democratiche e la Commissione per il Civico Museo della Risiera di San Sabba.
 
 
 
Campo di prigionia allestito dall’occupatore nazista dall’ottobre 1943 all’aprile 1945, la Risiera di San Sabba è fra i principali luoghi di memoria della Liberazione, come di recente ribadito da una legge dello Stato (L. 205/2017) promulgata “al fine di tutelare e promuovere il patrimonio morale, culturale e storico dei luoghi di memoria della lotta al nazifascismo, della Resistenza e della Liberazione”.

 

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