martedì 14 luglio 2026
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Cronaca

“Pagano fino a 12 mila euro”: Fuori dal Coro racconta il business della rotta balcanica a Trieste

Luca Marsi·
“Pagano fino a 12 mila euro”: Fuori dal Coro racconta il business della rotta balcanica a Trieste

Trieste torna al centro del dibattito nazionale grazie a Fuori dal Coro, il programma di Retequattro condotto da Mario Giordano, che ha dedicato un ampio reportage alla rotta balcanica e alle sue conseguenze sul territorio giuliano. Un viaggio televisivo che parte dai confini orientali e arriva fino al cuore della città, restituendo un quadro duro, diretto, destinato a far discutere.

Il confine orientale, punto di ingresso verso l’Italia
Le immagini si aprono ai piedi del Carso, a Dolina, dove viene raccontato uno dei principali punti di ingresso dei migranti che, dopo aver attraversato la Slovenia, entrano clandestinamente in Italia. Secondo quanto riportato nel servizio, nell’ultimo anno sarebbero stati 1.999 gli ingressi irregolari registrati in zona, a testimonianza di un flusso che non accenna a fermarsi.

Non solo a piedi: il ruolo dei passeur
Il reportage documenta come il passaggio non avvenga solo a piedi. I passeur, organizzati in vere e proprie reti, trasportano i migranti anche con auto noleggiate, spesso di grossa cilindrata, facendosi pagare somme ingenti. Le forze dell’ordine, come spiegato nel servizio, avrebbero fermato e arrestato 188 passeur nell’ultimo anno, segno di un traffico strutturato e redditizio.

Trieste, primo approdo dopo la rotta balcanica
Dalla frontiera, le telecamere si spostano nella piazza centrale di Trieste, dove vengono mostrate le file di migranti e richiedenti asilo che, una volta concluso il viaggio lungo la rotta balcanica, trovano qui le prime forme di accoglienza, spesso garantite da associazioni di volontariato che offrono pasti e assistenza di base.

Senza documenti, verso il Porto Vecchio
Il racconto prosegue nei luoghi più fragili della città. Secondo quanto mostrato nel servizio, molti migranti senza documenti e senza un alloggio finiscono per rifugiarsi nell’area del Porto Vecchio, all’interno di magazzini e edifici dismessi. Ambienti descritti come pericolosi, con bombole del gas, taglierini, situazioni di degrado e consumo di droga.

Gli alloggi abusivi e le occupazioni
Le immagini mostrano spazi un tempo occupati e in parte sgomberati, ma ancora utilizzati come dormitori improvvisati, con decine di persone che vivono in condizioni precarie. Stanze sovraffollate, letti di fortuna, odori forti e situazioni igienico-sanitarie critiche diventano il simbolo di una emergenza che si consuma a pochi metri dalle abitazioni dei cittadini triestini.

Il costo del viaggio e il “business” della migrazione
Nel servizio emerge anche il tema dei costi sostenuti per arrivare in Europa: cifre che arrivano fino a 12 mila euro, versate ai trafficanti. Un dato che rafforza l’idea di un vero e proprio business internazionale, costruito sulla disperazione di chi fugge dai propri Paesi d’origine.

Trieste tra accoglienza, sicurezza e convivenza
Il reportage di Fuori dal Coro pone Trieste davanti a una realtà complessa, fatta di confine, accoglienza, sicurezza e convivenza. Un racconto che non lascia indifferenti e che riaccende il confronto su un tema centrale per la città, spesso chiamata a fare i conti con dinamiche che superano i confini locali e si intrecciano con le politiche europee.

Una città al centro del dibattito nazionale
Ancora una volta Trieste si ritrova crocevia di storie, tensioni e domande aperte. Le immagini trasmesse in prima serata riportano il tema della rotta balcanica al centro dell’attenzione nazionale, mostrando una città che, per posizione geografica e storia, continua a essere uno dei punti più sensibili d’Europa.

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