mercoledì 26 agosto 2026
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Cronaca

Nella foresta del Tarvisio liberata la lince Karlo

Luca Marsi·
Per la fauna italiana è un momento storico: oggi nella Foresta di Tarvisio, con il rilascio di un ultimo esemplare di lince (Lynx lynx), si completa il programma di rafforzamento della popolazione italiana di lince, che prevedeva la traslocazione in questa primavera di un totale di 5 individui. La lince è il mammifero più raro del panorama faunistico nazionale che rischia di scomparire dal nostro Paese e questo evento celebra con un'azione concreta la Giornata Internazionale della Lince (International Lynx Day) dell'11 giugno. L'evento di rilascio è organizzato dal team del progetto ULyCA (Urgent Lynx Conservation Action) che da marzo scorso, a completamento di un lavoro iniziato più di due anni fa, ha già traslocato altre quattro linci nelle Alpi Giulie italiane. Lo scopo del progetto è creare un nucleo di linci che consenta il ricongiungimento della popolazione alpina con quella dinarica. Le linci traslocate in Italia, in particolare, si integreranno con gli esemplari già liberati nelle Alpi Giulie slovene nell'ambito del progetto comunitario LIFE Lynx, misura resasi necessaria per contrastare l'impoverimento genetico di cui soffriva questa popolazione. La lince che verrà liberata oggi, Karlo, nome scelto in ricordo del guardiacaccia che lo catturò sui monti Dinarici nell'ottobre scorso in Croazia, è un giovane maschio che aveva perduto la madre e per questo è stato riabilitato nello zoo Bojnice in Slovacchia, specializzato in questo tipo di recupero. Con il rilascio odierno, sono 5 le linci reintrodotte nelle Alpi Giulie italiane e provenienti da Svizzera, Romania e Croazia. Il sito di rilascio si trova in una remota vallata della Foresta di Tarvisio al confine con la Slovenia, a circa 30 km a ovest della popolazione di lince reintrodotta nelle Alpi slovene. In questo modo si va a ripristinare la connessione tra le popolazioni di linci slovene e italiane, dando vita a un nuovo nucleo vitale in un'area strategica, un vero e proprio corridoio biogeografico in grado di fungere da ponte tra le popolazioni dinariche e alpine. Si tratta di una operazione internazionale complessa dal punto di vista organizzativo, logistico e tecnico-scientifico, che ha richiesto e richiede una ampia condivisione e partecipazione. Prima delle traslocazioni dalle aree di cattura, tutte le linci sono state sottoposte ad un accurato controllo sanitario e sono state dotate di un radiocollare per poterne seguire i movimenti alla ricerca di un territorio. Inoltre, il loro profilo genetico è stato testato per evitare traslocazioni di linci imparentate. Dopo il loro rilascio, le 5 linci traslocate vengono monitorate dal gruppo di ricerca in collaborazione con i cacciatori locali utilizzando trasmettitori GPS. IL PROGETTO - ULyCA2 è un progetto dei Carabinieri Forestali e Progetto Lince Italia dell'Università di Torino che si occupa degli aspetti tecnici e logistici. Importante il supporto ricevuto da WWF Italia, Germania, Svizzera e Austria, oltre alla collaborazione del gruppo di lavoro "Caccia e lince" che riunisce le principali associazioni venatorie regionali. (askanews) Sav

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