Mobili e casa resistono alla frenata dei consumi: Trieste terza in Italia per crescita della spesa

I triestini si confermano particolarmente interessati all’acquisto di mobili e nel 2025 conquistano addirittura il terzo posto in Italia per variazione della spesa nel settore. È uno dei dati più significativi che emergono dall’Osservatorio Annuale Consumi Findomestic sui beni durevoli, giunto alla 32esima edizione. Le famiglie triestine hanno aumentato dell’1,4% rispetto all’anno precedente la spesa destinata ai mobili, raggiungendo complessivamente 87 milioni di euro.
Un risultato che assume ancora maggiore rilevanza se inserito in un quadro generale caratterizzato invece da una contrazione della spesa per i beni durevoli.
A Trieste 351 milioni di euro destinati ai beni durevoli
Nel complesso, nel 2025 a Trieste sono stati spesi 351 milioni di euro in beni durevoli, con una flessione del 2,6% rispetto all’anno precedente, un andamento in linea con quello registrato complessivamente in Friuli-Venezia Giulia.
La spesa media per famiglia si è attestata a 2.923 euro, registrando una diminuzione del 2,8%.
Dietro questo dato complessivo si nascondono però dinamiche molto differenti a seconda dei settori analizzati. Ed è proprio guardando dentro il carrello dei consumi durevoli che emerge una Trieste particolarmente orientata verso la casa.
Mobili a 87 milioni di euro: Trieste terza in Italia per crescita
Il dato più evidente riguarda infatti i mobili.
Nel corso del 2025 le famiglie triestine hanno destinato 87 milioni di euro a questo comparto, con una crescita dell’1,4% rispetto all’anno precedente.
Si tratta della variazione migliore dell’intero Friuli-Venezia Giulia e di un risultato che colloca Trieste al terzo posto tra le province italiane per variazione della spesa in mobili.
Mentre diversi comparti dei beni durevoli registrano una contrazione, dunque, arredamento e acquisti destinati alla casa riescono non soltanto a resistere, ma a crescere.
Crescono anche gli elettrodomestici
La tendenza positiva non riguarda soltanto i mobili.
Anche gli elettrodomestici registrano infatti un incremento. La spesa complessiva delle famiglie triestine raggiunge 30 milioni di euro, con una crescita dell’1,3%.
Mobili ed elettrodomestici diventano così due delle poche voci in territorio positivo all’interno di uno scenario generale decisamente più prudente.
Differente, invece, l'andamento dell'elettronica di consumo, che si ferma a 7 milioni di euro, con una flessione del 4,1%.
Auto nuove in forte diminuzione
È soprattutto il settore dell'automobile nuova a incidere negativamente sui consumi durevoli triestini.
Nel 2025 la spesa per le auto nuove raggiunge i 66 milioni di euro, registrando una consistente diminuzione dell’11,5% rispetto all’anno precedente.
Molto differente la situazione dell'usato.
Le auto usate raggiungono infatti 104 milioni di euro, con una crescita dello 0,5%. Le famiglie triestine risultano inoltre al tredicesimo posto in Italia per spesa media destinata alle auto usate, con 1.123 euro per nucleo familiare.
Il quadro sembra quindi mostrare una maggiore tenuta del mercato dell'usato rispetto a quello delle vetture nuove.
Motoveicoli, Trieste dodicesima in Italia per spesa media
In diminuzione anche la spesa complessiva per i motoveicoli, che nel territorio triestino raggiunge 17 milioni di euro, segnando un calo del 6,2%.
Nonostante la flessione, Trieste raggiunge il dodicesimo posto nazionale per spesa media familiare in motoveicoli, con 140 euro per nucleo familiare.
Anche in questo caso emerge dunque una particolarità del comportamento dei consumatori triestini rispetto al panorama nazionale.
Tecnologia e telefonia arretrano
Il 2025 registra una contrazione anche nei comparti tecnologici.
L’information technology scende a 11 milioni di euro, con una diminuzione del 3,7%, mentre la telefonia raggiunge complessivamente 30 milioni di euro, facendo segnare un calo del 4,3%.
La fotografia complessiva restituisce quindi consumatori maggiormente selettivi: diminuiscono diverse categorie tecnologiche e la mobilità nuova, mentre resistono maggiormente alcuni acquisti legati alla casa e il mercato automobilistico dell'usato.
In Friuli-Venezia Giulia spesi complessivamente 1,763 miliardi
Allargando lo sguardo all'intero Friuli-Venezia Giulia, la spesa complessiva per beni durevoli nel 2025 raggiunge un miliardo e 763 milioni di euro, con una diminuzione del 2,6% rispetto all'anno precedente.
La regione si colloca così al dodicesimo posto in Italia per volumi complessivi, mentre la spesa media raggiunge 3.085 euro per nucleo familiare.
Anche a livello regionale emerge una forte differenza tra le diverse categorie di acquisto.
Le auto nuove scendono a 340 milioni di euro, con una contrazione dell'11,5%, mentre l'usato cresce dell'1,1% e raggiunge 592 milioni di euro.
I motoveicoli si attestano invece a 48 milioni, con un calo del 5,2%.
I mobili crescono anche nel resto della regione
La tenuta dell'arredamento non rappresenta un fenomeno esclusivamente triestino, anche se proprio Trieste registra la crescita percentuale maggiore.
Complessivamente in Friuli-Venezia Giulia vengono destinati 411 milioni di euro ai mobili, con un incremento dello 0,7%.
La spesa media regionale rimane però tra le più basse d'Italia: 461 euro per famiglia, terzultimo valore nazionale.
Gli elettrodomestici grandi e piccoli raggiungono invece 150 milioni di euro, con un leggerissimo aumento dello 0,1%.
L'elettronica di consumo arretra del 3,6%, fermandosi a 33 milioni, mentre l'information technology scende del 3,4% a 48 milioni e la telefonia perde il 4,8%, raggiungendo 141 milioni.
Findomestic: «Una domanda orientata verso acquisti utili e misurati»
A interpretare il comportamento dei consumatori è Claudio Bardazzi, responsabile dell'Osservatorio Findomestic, che sottolinea come la regione mantenga livelli di spesa solidi pur mostrando una crescente selettività nelle decisioni di acquisto.
«Il Friuli-Venezia Giulia affronta il 2025 con una struttura di consumi che resta solida nei livelli di spesa, ma più selettiva nella composizione», afferma Bardazzi.
Secondo il responsabile dell'Osservatorio, a frenare è soprattutto il nuovo, mentre l'andamento dell'usato e dei mobili mostra un comportamento differente delle famiglie.
«La crescita dell'auto usata e dei mobili segnala una domanda che continua a orientarsi verso acquisti utili, misurati e coerenti con una maggiore attenzione al rapporto qualità-prezzo. È una regione che non smette di spendere, ma cambia il modo in cui distribuisce il budget familiare».
Una lettura che trova una rappresentazione particolarmente evidente proprio a Trieste: mentre la spesa complessiva per beni durevoli diminuisce del 2,6%, i mobili avanzano dell'1,4% e portano il territorio triestino sul terzo gradino del podio nazionale per variazione della spesa nel settore.
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