Formazione: Rosolen, "investire oggi per affrontare scenari vulnerabili"

"Ci troviamo davanti a cambiamenti profondi che non possono più essere affrontati con risposte costruite per il passato. Il compito delle istituzioni è investire oggi sulle competenze di domani, mettendo in relazione università, ricerca, alta formazione, sistema produttivo e mondo istituzionale, con la capacità di anticipare le domande poste da una realtà che evolve con una velocità senza precedenti". Lo ha affermato l'assessore regionale alla Formazione Alessia Rosolen, intervenuta ieri a Roma all'incontro conclusivo del master di I e II livello in "Intelligence and Emerging Technologies", organizzato dall'Università degli Studi di Udine in convenzione con il Centro Alti Studi per la Difesa (Casd). Il percorso formativo approfondisce, attraverso un approccio multidisciplinare, le tecnologie emergenti applicate all'intelligence e alla sicurezza, con particolare attenzione, tra gli altri ambiti, alla cybersicurezza e alla gestione dei rischi. In apertura dell'incontro è intervenuto anche il governatore del Friuli Venezia Giulia che, con un videomessaggio, ha ringraziato le Forze armate per l'impegno con cui nel '76 i militari contribuirono ai primi soccorsi e alla ricostruzione delle città terremotate.
Alla presenza del capo di stato maggiore dell'Esercito, il generale di corpo d'armata Carmine Masiello e del presidente del Casd, il generale di corpo d'Armata Stefano Mannino, l'assessore regionale ha ricordato come in questo momento non ci si trovi più di fronte a un percorso lineare "ma a un passaggio che modifica profondamente la nostra società e ci impone di guadagnare tempo. La trasformazione tecnologica corre a una velocità che rende necessario superare modalità e strumenti che appartengono a un contesto diverso. Dobbiamo essere capaci non soltanto di rispondere alle nuove domande, ma per quanto possibile di anticiparle". Secondo l'assessore, uno degli elementi centrali per affrontare scenari caratterizzati da vulnerabilità sempre nuove è la multidisciplinarietà. "La grammatica del rischio attraversa ormai tutti gli ambiti, da quello tecnologico a quello economico e istituzionale, fino a quello legislativo. Abbiamo quindi bisogno di competenze e punti di vista differenti che sappiano convergere sulle questioni strategiche".
Rosolen ha richiamato in questo contesto l'esperienza maturata dal Friuli Venezia Giulia a partire dal terremoto del 1976. "Da quella tragedia la nostra Regione ha imparato a costruire risposte mettendo insieme soggetti diversi e investendo sulle infrastrutture. E la prima infrastruttura sulla quale continuiamo a investire sono le persone. È questo - ha aggiunto - il senso del sostegno che la Regione garantisce al sistema universitario, alla ricerca e all'alta formazione: creare relazioni sempre più strette con il tessuto produttivo e istituzionale e contribuire, attraverso le competenze sviluppate sul nostro territorio, a dare risposte che non riguardano soltanto il Friuli Venezia Giulia ma l'intera comunità nazionale".
Per Rosolen, la capacità di presidiare gli ambiti tecnologici strategici assume inoltre un valore che va oltre lo sviluppo economico. "Tecnologie emergenti, cybersicurezza, aerospazio e dimensione subacquea sono settori decisivi per il futuro. Investire nella conoscenza e nelle competenze significa contribuire alla capacità del Paese di affrontare autonomamente le nuove sfide e, in ultima analisi, tutelare la nostra libertà. L'obiettivo del Friuli Venezia Giulia - ha concluso l'assessore - deve essere continuare a interrogarsi, a mettere in discussione modelli consolidati e a cercare nuove risposte. In un mondo nel quale le domande cambiano ogni giorno, la capacità di dubitare, conoscere e anticipare diventa essa stessa una risorsa strategica".
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