Bordin inaugura "Sguardi sul mondo": «Un'occasione per riscoprire ciò che ci unisce»

Una galleria umana di donne e bambini, ritratti nei momenti della quotidianità: volti felici, sofferenti, assorti, impegnati o a riposo, capaci di raccontare allo spettatore l'essenza delle comunità di provenienza. È questo il filo conduttore della mostra fotografica "Sguardi sul mondo" del giornalista, storico e fotografo udinese Roberto Meroi, inaugurata nella sala dei Passi perduti del Consiglio regionale a Trieste.
L'esposizione che prende spunto dall'omonimo volume fotografico, la cui presentazione è stata curata dallo storico Italo Zannier, raccoglie una selezione di immagini realizzate da Meroi nel corso dei suoi numerosi viaggi all'estero, dal Brasile a Cuba, dalla Cina all'India. Scatti che raccontano culture, tradizioni e modi di vivere diversi.
"Questa mostra - ha sottolineato il presidente dell'Assemblea legislativa del Fvg, Mauro Bordin - ci permette di entrare in contatto con realtà lontane. Quando ho conosciuto Roberto Meroi, mi ha colpito la sua capacità di trasmettere attraverso le immagini emozioni e messaggi, soffermandosi anche sul ruolo della donna nelle realtà incontrate durante i suoi viaggi".
"Viviamo in un periodo storico complesso, nel quale troppo spesso manca il rispetto reciproco tra culture diverse. Per questo - ha concluso il presidente -, mi è sembrato importante proporre questa mostra negli spazi del Consiglio regionale come occasione per conoscere realtà lontane, riflettere e riscoprire ciò che ci unisce".
A spiegare il senso del percorso espositivo è stato lo stesso Meroi: "Ho scelto immagini scattate soprattutto in Paesi lontani perché volevo mostrare realtà, tradizioni e modi di vivere diversi da quelli a cui siamo abituati. Gran parte di queste fotografie nasce in modo spontaneo, tra la gente, nei mercati e nei momenti della vita quotidiana. Non sono immagini costruite, ma persone, gesti e usanze colti così come li ho incontrati.
Per Meroi, una fotografia "non va osservata distrattamente, ma guardata con attenzione, perché spesso sono i particolari a raccontare di più. Queste immagini, nel loro insieme, vogliono raccontare prima di tutto l'umanità e ciò che ci accomuna".
Al termine dell'inaugurazione, Bordin ha consegnato a Meroi una targa in segno di "ringraziamento per aver portato il suo lavoro negli spazi dell'Assemblea legislativa e per aver coinvolto nel progetto Italo Zannier, figura di riferimento della fotografia italiana".
ACON/SM-rcm
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