Mattarella: "il destino di Trieste è indiscutibilmente legato alla pace e alla collaborazione" (FOTO)
Nel suo discorso inaugurale per l'anno accademico universitario 2022/2023, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, presente questa mattina nella sede centrale dell'Ateneo triestino, ha espresso le sue lodi per i grandi riconoscimenti ottenuti nell'attività didattica e nell'ambito della ricerca dell'Università, in special modo per "l'aumento del numero di laureati e per l'accrescimento del livello medio dei voti di laurea, in una stagione così difficile - della pandemia - come quella che abbiamo attraversato, che esprime il senso di responsabilità e di risposta difronte alla difficoltà della pandemia e della condizione generale die nostri giovani", ha dichiarato il Presidente.
"Vi sono molti studenti ucraini ben accolti da questa Università, ai quali va un pensiero particolarmente intenso in questo periodo. Il rettore ha ben indicato come Trieste si esprima rispetto a quanto avviene in quel Paese così amico, nella drammatica condizione che sta attraversando. Trieste, territorio di frontiera, che ha vissuto in passato momenti travagliati e difficili, che si è riusciti a trasformare in forme concrete, attive, positive, di condivisione e collaborazione", prosegue il Presidente, "avverte con molta intensità la gravità quanto sta avvenendo. Anche per questo è di grande significato - come poc'anzi hanno sottolineato il rettore e il sindaco - il momento che abbiamo vissuto questa mattina in Prefettura, col trasferimento della proprietà della Narodni Dom alla fondazione che ne porta il nome, così che Trieste rappresenti un esempio per l'Europa, per il suo destino indiscutibilmente legato alla pace, all'integrazione e alla collaborazione".
Successivamente, il Presidente Mattarella continua argomentando che "l'Europa, in quanto terreno di pace, deve affrontare tre grandi emergenze, quella sanitaria - per la sconfitta definitiva e ancora non conseguita della pandemia -, quella della ripresa economica, e quella sopraggiunta inattesa, poiché imprevedibile, della guerra di aggressione della Russia in Ucraina. Con quest'ultima emergenza, c'è il bisogno di recuperare la pace, la sicurezza e il pieno rispetto della Regola del Diritto Internazionale".
"La crescita della persona, il superamento e la rimozione della precarietà e la conoscenza, sono stati temi comuni degli interventi di questa mattina, che ci hanno ricordato che il 'dato è umano', perché i dati servono alla condivisione umana e al suo miglioramento", spiega, "nonché l'importanza basilare della condivisione dei dati della conoscenza. Nel corso della pandemia, pur con le grandi difficoltà che questa ha provocato nella vita in tutto il mondo, si è però presentata una diffusa manifestazione di solidarietà, dalla vita quotidiana, più semplice, ai grandi sforzi complessivi di carattere scientifico.
Questa solidarietà ha consentito di registrare una veloce definizione e produzione di vaccini che apprezziamo sempre di più, particolarmente in queste settimane in cui si fomenta la diffusione del contagio ma senza conseguenze gravi per coloro che sono vaccinati. E tutto ciò è stato possibile grazie alla grande collaborazione internazionale della comunità scientifica, per mettere insieme dati, conoscenze, risultati, avanzamenti di ricerca che hanno consentito questo sforzo di grande successo, e questo è un risultato di grande rilievo - che, per la verità, si sperava fosse seguito anche a livello politico, e lo speravo anch'io -", ammette il Presidente Mattarella.
Infine, il Presidente della Repubblica ha concluso il suo discorso con queste parole: "abbiamo dovuto assistere all'esplodere di aggressivi egoismi nazionali, un retrocedere della Storia e della civiltà che mai avremmo immaginato possibile in questo inizio di millennio, assistendo a vittime di ogni età, dai bambini agli anziani, a devastazioni di città e di campagne, a un impoverimento del mondo, senza rinvenirvi una motivazione razionale. La pace è sempre doverosa e possibile, e proprio per questo stiamo reagendo con la dovuta solidarietà all'aggressione nei confronti dell'Ucraina con l'accoglienza dei profughi, con il sostegno concreto a chi resiste alla difesa della propria terra contro un'invasione militare. Con misure economiche e finanziarie contro la violenza di chi pretende di stabilire le proprie scelte ad un altro Paese, per frenare subito questo ritorno alla prepotenza della guerra che, se non trovasse ostacoli, non si fermerebbe e produrrebbe una deriva angosciosa di conflitti senza limiti.
Occorre fermarla, ora, subito".
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