Liliana Resinovich, Procura: "Morta al massimo due giorni prima del rinvenimento del cadavere per asfissia"
La Procura della Repubblica di Trieste informa che è stata recentemente depositata la consulenza medico legale concernente l'indicazione dell'epoca della morte della signora Liliana Resinovich e delle cause che l'hanno determinata.
Le conclusioni dei consu lenti del Pubblico Ministero dott. Fulvio Costantinides e dott. Fabio Cavalli, all'esito del confronto da loro opportunamente stabilito con i consulenti nominati dalle altre parti, sono testualmente le seguenti:
"Il decesso della donna, poi identificata per Resinovich Liliana, rinvenuta cadavere in data 5/1/2022 entro il comprensorio dell'ex OPP (Ospedale Psichiatrico Provinciale) di Trieste può farsi risalire, in base agli elementi disponibili ragionevolmente a 48-60 ore circa prima del rinvenimento del cadavere stesso.
Il cadavere non presenta evidenti lesioni traumatiche possibili causa o concausa di morte, con assenza p. es. di solchi e/o emorragie al collo, con assenza di lesioni da difesa, con vesti del tutto integre e normoindossate, senza chiara evidenza di azione di terzi.
Gli aspetti cadaverici macro e microscopici suggeriscono una morte asfittica tipo spazio confinato ("plastic bag suffocation'], senza importanti legature o emorragie presenti al collo."
Questo Ufficio valuterà ora, all'esito della ragionata disamina complessiva di tutte le risultanze dell'indagine - rappresentate sia dalle altre consulenze effettuate sia dalle investigazioni compiute in tutte le possibili direzioni dalla polizia giudiziaria - se le indagini preliminari possano dirsi completate o se invece siano opportune ulteriori attività onde non lasciare nulla d'intentato per fare piena luce sull'episodio.
All'esito di quanto s'è detto, questo Ufficio adotterà le determinazioni conclusive dell'investigazione; in proposito, lo scrivente non può sottrarsi al dovere di sottolineare due emergenze che tutti i magistrati della Procura sono chiamati ad affrontare con priorità rispetto alla trattazione dei procedimenti pendenti nella fase delle indagini preliminari: in primo luogo l'imminente entrata in vigore di una riforma penale e processuale le cui proporzioni epocali esigerebbero, per venire opportunamente metabolizzate, un adeguato tempo di riflessione - problema al quale, peraltro, pare che forse oggi stesso il legislatore ponga un almeno parziale rimedio -; in secondo luogo le attuali importanti carenze nell'organico dei magistrati togati e quelle ancora più consistenti nell'organico dei magistrati onorari qui in servizio - carenze le quali si traducono in un consistente incremento degli impegni d'udienza dinanzi al Tribunale monocratico da parte di tutti i Sostituti Procuratori (compresi pure i colleghi addetti alla Direzione Distrettuale Antimafia), e dunque comportano per ciascuno di essi l'impossibilità di dedicare a tutti i fascicoli pendenti nella fase delle indagini il tempo necessario a concluderli nei rigorosi termini scanditi dalla legge-.
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