mercoledì 26 agosto 2026
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Cronaca

La truffa col numero della polizia: clonazioni telefoniche e cittadini raggirati a Trieste

Luca Marsi·
La truffa col numero della polizia: clonazioni telefoniche e cittadini raggirati a Trieste

Questa mattina, durante la conferenza stampa della Questura di Trieste, è stato affrontato uno dei temi più delicati e insidiosi degli ultimi mesi: le truffe telefoniche basate sulla clonazione dei numeri istituzionali. Un fenomeno noto come spoofing, che sta colpendo cittadini di ogni età e livello di istruzione, senza distinzione.

Il dirigente della Polizia Postale, dott. Claudio Panarello, ha spiegato come i truffatori riescano a far comparire sui display delle vittime il numero reale della Questura o della Polizia Postale, sfruttando servizi esteri di connettività VoIP. Questa tecnica, apparentemente banale, si rivela invece devastante perché crea un falso senso di urgenza e legittimità.

“Il truffatore si presenta come un operatore delle forze dell’ordine, utilizza nomi veri reperiti online e mette pressione psicologica sulle vittime — ha illustrato Panarello — facendo credere che il conto corrente sia sotto attacco e che serva spostare immediatamente i soldi per salvarli. In realtà quei fondi vengono trasferiti tramite bonifici istantanei verso conti esteri e convertiti in criptovalute, rendendo quasi impossibile recuperarli”.

La Postale riceve ogni mese decine di segnalazioni, spesso a danno già avvenuto. Un caso emblematico è quello di una signora che, contattata da un falso “maresciallo”, ha avuto la prontezza di chiudere la telefonata e richiamare la Questura, evitando di cadere nella trappola.

Il messaggio della Polizia è chiaro: non fidarsi mai del senso di urgenza, riagganciare subito e verificare autonomamente l’autenticità della chiamata. La prevenzione, più delle indagini successive, resta l’arma decisiva contro queste frodi tecnologiche.

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