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Cronaca

La carezza del sindaco: Dipiazza e il cavallo dell’Arma illuminano il Natale triestino

Luca Marsi·
La carezza del sindaco: Dipiazza e il cavallo dell’Arma illuminano il Natale triestino

Nel pomeriggio di venerdì 28 novembre 2025, in una piazza Unità avvolta dall’attesa dell’accensione natalizia, una scena si è imposta con forza sulla cerimonia e sulla memoria dei presenti: il sindaco Roberto Dipiazza che, con naturalezza, posa una mano sul dorso di un cavallo dell’Arma dei Carabinieri. Un gesto semplice solo in apparenza, ma capace di illuminare quasi quanto le migliaia di luci accese subito dopo.

Dipiazza ama gli animali. E gli animali lo sanno.

Il cavallo, possente e disciplinato, inclina la testa con una fiducia rara, tipica di chi riconosce un’intenzione buona prima ancora che un ruolo istituzionale. Il sindaco, con cappotto elegante e cappello scuro, appare come un uomo profondamente legato alla sua città e alle sue creature, in un rapporto fatto di rispetto, sintonia e un’attenzione che nel tempo ha sempre dimostrato verso il mondo animale.

È una carezza che racconta Trieste più di mille parole.

Racconta una città che accoglie, una piazza che vive, una tradizione che si rinnova.

E racconta un sindaco che, nel pieno delle celebrazioni istituzionali, trova il modo di soffermarsi su un dettaglio che istituzionale non è: una carezza, un contatto vero, un istante umano che supera il protocollo.

Attorno a lui, i Carabinieri a cavallo, imponenti nella loro uniforme cerimoniale, conferiscono alla scena un tono epico, quasi d’archivio storico. Le luminarie stanno per accendersi in tutta la città, ma l’immagine più luminosa del pomeriggio è proprio quella: un uomo e un animale che si riconoscono, si rispettano, si parlano senza parole.

Trieste accende il Natale.

Dipiazza, con quella carezza, accende qualcosa di più profondo: il senso di appartenenza, il legame con la città, il rispetto per ogni vita che la abita.

 

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