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Cronaca

Grifone gravemente malato recuperato a Laives e trasferito alla Riserva di Cornino

Luca Marsi·
Grifone  gravemente malato recuperato a Laives  e trasferito alla Riserva di Cornino

Era stato notato da alcune persone a Laives, poco a sud di Bolzano, sul tetto di una piccola abitazione, in palese difficoltà: un grande grifone evidentemente malato, recuperato dalla guardia forestale Alberto Palmarin e sottoposto ai primi accertamenti sanitari nella clinica Sudtirol Exotic Vets, è stato trasferito - in considerazione dell'importanza della specie - nel più vicino centro specializzato per il recupero, la Riserva naturale regionale del lago di Cornino, per il completamento degli accertamenti e delle cure in funzione, auspicabilmente, di un reinserimento del rapace in natura.  

Igor, così è stato battezzato, è già stato sottoposto ad ulteriori accertamenti veterinari, eseguiti dal dottor Stefano Pesaro, del Centro di ricerca e coordinamento per il recupero della fauna selvatica dell’Università degli Studi di Udine: sulla base dell'evoluzione del quadro clinico e dei risultati delle analisi tossicologiche appena effettuate (per appurare se il cattivo stato di salute dell'animale dipenda da un'intossicazione da metalli pesanti) si spera di poter liberare quanto prima l'avvoltoio, per permettergli di unirsi alla popolosa colonia presente in Friuli.

L'origine dell'esemplare, che non aveva anelli o marcature, non è nota: potrebbe essere partito dal Friuli o dalla Croazia, così come provenire da aree più lontane.

«A volte - spiega il direttore scientifico della Riserva, Fulvio Genero - i grifoni compiono movimenti di dispersione che possono portarli anche a grande distanza dalle colonie d'origine: accade in particolare con i giovani, parecchi dei quali, appena lasciato il nido, compiono lunghi voli alla ricerca di nuove aree da colonizzare. Si tratta di una fase che comporta una mortalità piuttosto elevata, perché non sempre i rapaci trovano cibo sufficiente o altri individui  ai quali unirsi, fatto importante per una specie "sociale" come quella dei grifoni. C'è quindi il rischio di un indebolimento progressivo, che peggiora le condizioni di salute e rende difficoltosi ulteriori spostamenti: in casi del genere capita, come avvenuto nei pressi di Bolzano, di vedere i rapaci in luoghi per loro inusuali, su alberi, per esempio, o su edifici in zone lontane da quelle solitamente frequentate».

Il processo di "riabilitazione" di Igor è seguito dallo stesso Genero, insieme allo staff della Coop Pavees (che gestisce la Riserva), a cominciare dal presidente Luca Sicuro e dalla vice Sabrina Martinelli. Fermo sostegno all'iniziativa è arrivato dall'amministrazione comunale di Forgaria: «Una nuova missione da portare a compimento per il nostro sito protetto, fulcro - ricorda il vicesindaco Luigino Ingrassi, titolare della delega alla Riserva - del Progetto Grifone, che sta dando eccellenti risultati».

 

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