mercoledì 10 giugno 2026
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Cronaca

Grazie al Bando Restauro 2021 della Fondazione Friuli, tornano a nuova vita spazi e reperti del Museo “Gortani” di Tolmezzo

Luca Marsi·
Se il Museo Carnico delle Arti Popolari "Michele Gortani" di Tolmezzo può vantare una straordinaria collezione di materiali etnografici, tra le più significative d’Europa, è anche grazie all’imprescindibile sostegno della Fondazione Friuli, che da diversi anni, attraverso i Bandi Restauro, contribuisce al finanziamento di importanti progetti di recupero, adeguamento e restauro sia degli ambienti del Museo che delle sue preziose raccolte. 
 
Anche grazie ai Bandi Restauro, infatti, gli oltre 4.000 oggetti che raccontano la storia, l’arte e le tradizioni della Carnia e delle sue genti, raccolti dal Sen. Prof. Michele Gortani in quarant’anni di paziente indagine su tutto il territorio carnico, fanno parte di quel patrimonio che grazie al sostegno della Fondazione Friuli – come già sottolineato dal Presidente Giuseppe Morandini – “le realtà locali sono riuscite a salvare e a ridare nella disponibilità delle comunità”. 
 
Nel corso degli ultimi anni, grazie ai Bandi, sono stati realizzati gli importanti lavori di adeguamento dell’impianto di illuminazione del Museo e restaurati i quattro portoncini del porticato d’ingresso, da cui si accede alla biglietteria e al percorso espositivo, che ospita due affreschi trecenteschi. Sono stati, inoltre, restaurati alcuni pregevoli manufatti tessili, esemplari della raccolta museale dedicata a filatura e tessitura, settori centrali nella vita economica della Carnia per secoli, tuttora rappresentati da alcune realtà produttive di alta qualità. 
 
Si tratta di interventi che hanno contribuito a dare una nuova veste agli spazi e alle collezioni del Museo, rendendo questo luogo un vero e proprio unicum nel panorama non soltanto regionale. 
 
Grazie al Bando 2021 è stato completato il restauro di parte del mobilio che compone la camera settecentesca, collocata al primo piano di Palazzo Campeis: una serie di manufatti in legno di noce (culla, inginocchiatoio, armadio a muro e cassapanca), finemente intagliati, il cui motivo ornamentale predominante è la foglia d’acanto. Un pregevole esempio della lavorazione del legno in Carnia ma anche una testimonianza di grande valore storico. 
 
Il restauro conservativo ed estetico è stato effettuato dalla Ditta Francesco Candoni - Restauro opere d’arte di Cedarchis, Arta Terme. 
 

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