Unicef: 1.572 minorenni lavoratori in Friuli Venezia Giulia nel 2025

Oggi, in occasione della Giornata mondiale contro lo sfruttamento del lavoro minorile(oggi), l’UNICEF Italia presenta il 4° Rapporto statistico “Lavoro minorile in Italia: rischi, infortuni e sicurezza sui luoghi di lavoro”:tra il 2020 e il 2025, il numero di minorenni (15-17 anni) che lavorano in Italia è più che raddoppiato, passando da 35.505 a 81.565 unità. I settori predominanti per l’impiego minorile risultano essere il lavoro dipendente (esclusi operai agricoli e domestici) e il settore agricolo. Le posizioni che hanno mostrato incrementi maggiori nel periodo preso in esame sono: dipendenti (esclusi operai agricoli e domestici), collaboratori e professionisti della Gestione separata e gli operai agricoli (Lavoratori dipendenti e indipendenti minorenni 15-17 anni, Fonte INPS).
Osservando la fascia di età entro i 19 anni il numero dei lavoratori è passato dalle 310.400 unità del 2021 alle 427.072 rilevate nel 2024, segnando un incremento complessivo del 37,6%. L’occupazione giovanile si concentra prevalentemente in alcune aree del Paese: la Lombardia guida la classifica con una media di 60.501 occupati, seguita da Veneto (39.138), Emilia-Romagna (34.202), Lazio (29.651) e Puglia (25.625)
Per quanto riguarda la distribuzione e l’incidenza del lavoro minorile (15-17 anni) in Italia nel 2025, incrociando i dati demografici ISTAT con le rilevazioni occupazionali INPS, la partecipazione dei giovanissimi alle attività produttive è estremamente diversificata sul territorio nazionale, registrando l’incidenza più elevata in Trentino-Alto Adige (22,54%), seguito dalla Valle d’Aosta (17,46%). Valori più contenuti si riscontrano in Abruzzo (8,19%), Marche (7,12%), Puglia (6,35%) e Molise (6,08%).
Il Report 2026 esamina nel dettaglio il quinquennio 2020-2024, attraverso l’elaborazione di dati estratti dai principali database pubblici nazionali. Presenta un focus sui lavoratori minorenni di età compresa tra i 15 e i 17 anni, analizzando, inoltre, dove possibile, anche i primi dati disponibili relativi al 2025; propone un’indagine strutturata sulla categoria di lavoratori entro i 19 anni di età; riporta i dati relativi alle denunce di infortunio totali e con esito mortale registrate tra i lavoratori entro i 19 anni di età nel quinquennio 2020-2024. È possibile scaricare il rapporto qui.
Rispetto ai dati relativi alle denunce di infortunio dei lavoratori entro i 17 anni di età (fascia 15-17 anni) fra il 2020 e il 2024: il dato più basso si registra nel 2020 (5.815) - tale flessione deve essere interpretata come un dato strettamente condizionato dalla situazione determinata dalla pandemia Covid-19 – nel 2023 era di 18.820 e 18.617 nel 2024. Secondo i dati, gli infortuni mortali in occasione di lavoro e in itinere, lavoratori 15-17 anni (Fonte Open Data INAIL) sono stati 7 nel 2024 e 18 complessivamente nel quinquennio 2020-2024.
Rapportando il numero di lavoratori tra i 15 e i 17 anni di età con le denunce pervenute all’INAIL nel periodo corrispondente, emerge un tasso di denunce di infortunio che va dal 16,38% del 2020 al 22,79% del 2024 (a fronte del 43,24% rilevato nel 2019). L’incremento delle denunce riflette il ripristino dei normali livelli di esposizione al rischio. Contestualmente, tale incremento può essere riconducibile ad una più rigorosa aderenza agli obblighi di denuncia da parte delle imprese favorita dal rafforzamento dei sistemi di controllo e vigilanza, da un quadro normativo in costante evoluzione volto a garantire standard di protezione sempre più elevati, nonché da una rinnovata sensibilità istituzionale verso la tutela della salute e la sicurezza dei lavoratori minorenni.
Per quanto riguarda i lavoratori entro i 19 anni di età: nel periodo compreso tra il 2020 e il 2024 a livello nazionale sono state presentate all’INAIL 330.890 denunce di infortunio - stabili rispetto al quinquennio 2019-2023 (330.864). Nello specifico, 205.804 riguardano i minorenni entro i 14 anni di età (+0,7% rispetto al quinquennio 2019-2023) e 125.086 la fascia d’età 15-19 anni (-1,1% rispetto al quinquennio 2019-2023). Le denunce di infortunio con esito mortale sono state in totale 92 nel periodo analizzato: 14 denunce nella fascia di età <14 e 78 denunce nella fascia 15-19 anni.
“L’articolo 32 della Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza è esplicito nel riconoscere a ogni bambino, bambina, ragazzo e ragazza il diritto "ad essere protetto contro lo sfruttamento economico e a non essere costretto ad alcun lavoro che comporti rischi o sia suscettibile di porre a repentaglio la sua educazione o di nuocere alla sua salute o al suo sviluppo fisico, mentale, spirituale, morale o sociale. Questo diritto non è negoziabile — e i dati che questo Report porta alla luce ci dicono quanto in Italia la distanza tra il suo riconoscimento formale e la sua attuazione concreta sia ancora significativa” ha dichiarato Nicola Graziano, Presidente dell'UNICEF Italia.
Il Report – realizzato nell’ambito delle attività dell’Osservatorio UNICEF per la prevenzione dei danni alla salute da lavoro minorile – coordinato dal Prof. Domenico Della Porta - è stato curato dal “Laboratorio di Sanità Pubblica per l’analisi dei bisogni di Salute delle Comunità” del Dipartimento di Medicina, Chirurgia e Odontoiatria “Scuola Medica Salernitana” - Università degli Studi di Salerno.
I dati presentati sono stati ottenuti estrapolando, incrociando ed elaborando le informazioni provenienti da database pubblici dell’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT), dell’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale (INPS) e dell’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (INAIL).
Il Report viene presentato oggi in un incontro online “Tutelare i diritti dei minorenni che lavorano”, (h.12,00) nell’ambito delle “OFFICINE UNICEF”, introdotto da un videomessaggio del Presidente dell’UNICEF Italia Nicola Graziano. Intervengono: Carmela Pace, Past President UNICEF Italia,Francesco De Caro, Responsabile scientifico del Laboratorio di sanità pubblica per l’analisi dei bisogni di salute delle comunità dell’Università degli Studi di Salerno,Giuseppina Cersosimo, Docente in sociologia dell’Università degli Studi di Salerno,Domenico della Porta, Coordinatore dell’Osservatorio UNICEF per la prevenzione dei danni alla salute da lavoro minorile. Modera i lavori Andrea Iacomini, Portavoce UNICEF Italia. È possibile seguire l’officina qui.
Oltre al Report è stato presentato anche il “Documento di valutazione del rischio” (DVR) aggiornato, un documento di particolare rilevanza per il rafforzamento della cultura della prevenzione e del benessere dei minorenni impiegati in attività lavorative. Il Documento di Valutazione del rischio, specifico e dimensionato per il lavoro minorile, ad oggi non è richiesto dalla normativa vigente, ma i dati presentati ci inducono a pensare che le norme vigenti in materia di sicurezza e le misure di prevenzione e protezione messe in atto non siano ancora sufficienti ad assicurare una piena integrità delle persone di minore età nell’ambito lavorativo. È necessario un nuovo approccio metodologico alla valutazione del rischio lavorativo, specificamente dimensionato e basato sui principali riferimenti normativi, che integri la valutazione psico-sociale del minore e del contesto lavorativo.
ALTRI DATI DEL RAPPORTO
RETRIBUZIONE - Per quanto riguarda la retribuzione l’analisi evidenzia come il reddito medio settimanale per i lavoratori entro i 19 anni di sesso maschile abbia registrato una progressione costante, salendo dai 300€ del 2019 ai 335€ del 2024, segnando l’incremento più significativo nel 2021 con una variazione del +4,6% rispetto all’anno precedente. Parallelamente, la componente femminile ha registrato una variazione più marcata: dopo una contrazione iniziale del -3,3% nel 2019, la retribuzione media è passata da 238€ nel a 267€ nel 2024 sostenuta da un sensibile picco di crescita del +10,3% rilevato nel corso del 2021. Analizzando l’intero arco temporale considerato, si osserva che lo stipendio femminile ha registrato un incremento complessivo del 12,2%, superando in termini percentuali la crescita del 11,7% rilevata per la controparte maschile. Tuttavia, nonostante questa convergenza relativa, i dati confermano la persistenza di un divario retributivo strutturale, con i redditi maschili che si mantengono stabilmente superiori a quelli femminili.
DENUNCE DI INFORTUNIO PER REGIONE - Nel quinquennio 2020 - 2024, le cinque regioni con le percentuali di denunce di infortunio più alte, relative ai lavoratori minorenni di 15-17 anni, sono Lombardia (21,27%), Veneto (12,10%), Emilia-Romagna (10,94%), Piemonte (9,11%) e Trentino-Alto Adige (7,12%), le quali coprono il 60,54% delle denunce di infortunio sul territorio nazionale nel quinquennio esaminato. Le evidenze riportate non identificano necessariamente le aree citate come contesti a maggiore rischio per la popolazione dei giovani lavoratori. L’elevata frequenza di denunce in queste regioni potrebbe essere attribuita a una maggiore accuratezza sia nel monitoraggio dei minorenni effettivamente occupati sia nella registrazione puntuale degli eventi infortunistici occorsi, nonché a una cultura della prevenzione più radicata rispetto ad altri contesti territoriali. Per quanto riguarda i minorenni fino a 19 anni, le cinque regioni con la maggiore incidenza di denunce totali di infortunio registrate nel quinquennio 2020-2024 sono Lombardia (22,76%), Emilia-Romagna (11,62%), Veneto (11,58%), Piemonte (9,13%) e Toscana (5,85%), che insieme rappresentano il 60,93% del dato nazionale.
Gli infortuni mortali accertati positivi, definiti con Decisione Istruttoria (Dettaglio Dataset Registri di esposizione, INAIL), non includono gli infortuni con esiti mortali che rientrano nelle seguenti categorie: Carenza di documentazione valida, Difetto Occasione di lavoro, Persona non tutelata, Attività non tutelata, Morte non riconducibile all’evento, Altre cause di negatività. Di conseguenza, gli infortuni accertati positivi con esito mortale sul lavoro sono stati 51, di cui 3 tra i minori di 15 anni e 48 nella fascia di età 15-19 anni.
DENUNCE DI INFORTUNIO DEGLI STUDENTI: nel 2025 è stato registrato un incremento generalizzato delle denunce di infortunio che hanno interessato la popolazione studentesca (Bollettino Trimestrale “Denunce di infortuni e malattie professionali”, periodo gennaio-dicembre 2025, Inail). Il dato complessivo ha raggiunto la quota di 80.871 unità, segnando una crescita del 3,84% rispetto alle 77.883 denunce registrate nel 2024. Entrando nel dettaglio delle circostanze in cui tali infortuni hanno avuto luogo, la maggior parte degli eventi si è verificata in occasione delle attività propriamente scolastiche. In questo ambito, le denunce sono state 78.690, ovvero il 3,71% in più rispetto alle 75.872 dell’anno precedente.Nel 2025 sono state rilevate complessivamente 8 denunce di infortunio con esito mortale occorse agli studenti, di cui 6 occorse in occasione di attività scolastiche e 2 avvenute in itinere. Il dato evidenzia una significativa contrazione della mortalità rispetto all’annualità 2024, che aveva fatto registrare un totale di 13 casi (8 casi in ambito scolastico e 5 in itinere).
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