Eliminacode per fare il bagno a Barcola? La proposta della scaletta con il numerino

Ogni estate a Trieste la storia si ripete. Con i primi caldi, il lungomare di Barcola si trasforma in una distesa di asciugamani, sdraio e bagnanti a caccia dell'ombra perfetta sotto i pini o del posto migliore sui "topolini". Ma c'è un momento preciso in cui l'idillio estivo rischia di trasformarsi in un test di pazienza: la conquista della scaletta. Nelle ore di punta dei fine settimana, le celebri scalette metalliche che portano al mare diventano veri e propri imbuti. Tra chi esce dall'acqua (magari dopo una sessione di clanfe vecchio stile), chi cerca di scendere titubante per via delle alghe, anziani e bambini, la situazione può diventare caotica. Proprio da questo scenario nasce una proposta tanto bizzarra quanto provocatoria: e se installassimo dei dispenser di biglietti eliminacode, stile supermercato, per regolamentare l’accesso al mare?
Come funzionerebbe la "scaletta con il numerino"
L’idea, apparentemente surreale, risponde a un problema reale di sicurezza e fluidità. Il sistema ipotizzato ricalcherebbe quello delle poste o del banco affettati:
Il dispenser: Un totem resistente all'acqua e alla salsedine posizionato all'inizio della scaletta.
Il display: Un tabellone luminoso che indica il numero corrente, visibile sia da terra che dall'acqua.
La precedenza: Un regolamento implicito che dà priorità assoluta a chi deve uscire dal mare, evitando pericolosi incastri a metà strada.
Secondo i sostenitori di questa visione, un simile sistema ridurrebbe drasticamente le tensioni e i piccoli incidenti, rendendo l’esperienza del bagno più rilassata e inclusiva, soprattutto per le fasce più fragili della popolazione.
Tra ordine svizzero e "no se pol": la reazione dei triestini
Se da un lato l'introduzione dei numeri potrebbe mettere fine all'anarchia della risalita, dall'altro l'idea si scontra frontalmente con la filosofia barcolana del "no se pol" e della libertà assoluta. Immaginare un triestino che, in costume da bagno e bagnato infradito, aspetta pazientemente che il display mostri il numero 42 per farsi un tuffo sembra una scena uscita da un film di Fantozzi. La burocratizzazione della tintarella potrebbe essere vissuta come l'ennesimo affronto alla spontaneità di uno dei luoghi più democratici della città.
Sicurezza o eccesso di burocrazia?
Al di là della provocazione, il tema della gestione dei flussi a Barcola resta aperto. Con l'aumento costante dei turisti e dei frequentatori stagionali, la convivenza sugli scogli richiede sempre più civiltà e rispetto reciproco. Se i display elettronici difficilmente vedranno la luce lungo la costa triestina, il dibattito serve a ricordare che bastano pochi piccoli accorgimenti — come lasciare libera la scaletta dopo essere saliti o dare la precedenza a chi è in difficoltà — per evitare che un pomeriggio di relax si trasformi in una discussione da ufficio pubblico. Visto il tema così divisivo, sono curioso: secondo te i triestini accetterebbero mai un compromesso del genere in nome dell'ordine, o la prendererebbero come una dichiarazione di guerra alla loro libertà balneare?
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