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Cronaca

Dopo il 13 luglio Slovenia e Italia verso una memoria comune. Ma la Croazia?

Luca Marsi·
La presenza, lo scorso 13 luglio, dei Capi di Stato sloveno e italiano, al Sacrario di Basovizza, ha reso onore alle vittime del terrore titoista, trucidate come ‘nemici del popolo’ e ora ricordate come vittime innocenti. “È stato un momento importante in quanto pone la questione delle foibe non più su un piano di divisione e polemica ma su un piano unitario, una ‘memoria comune’ di tre popoli, quello italiano, quello sloveno e quello croato. I recenti ritrovamenti della ‘foiba dei ragazzi’ a Kocevski, in Slovenia e della foiba a Jazovka, in terra croata, sono la testimonianza di come la tragedia riguardi, appunto, Sloveni, Croati e Italiani. Spero che quanto prima il percorso iniziato il 13 luglio venga completato con una visita, al Sacrario di Basovizza, anche di un’alta autorità istituzionale croata” ha dichiarato il Presidente della Lega Nazionale, Paolo Sardos Albertini, ricordando che la strada è quella tracciata dalla Chiesa Cattolica che ha riconosciuto come ‘beati’ tre giovani assassinati come ‘nemici del popolo’, don Francesco Bonifacio, italiano, Lojze Grozde, sloveno e don Miroslav Bulesic, croato, tutti e tre martiri del comunismo. “Rendere insieme onore ai tre beati martiri significherà realizzare definitivamente una ‘memoria condivisa’”, ha concluso il Presidente.

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