martedì 3 novembre 2026
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Cronaca

Da Fvg 2 milioni per inserimento lavorativo dei giovani che non studiano ne lavorano

Luca Marsi·
"AttivaGiovani è lo strumento con il quale la Regione dà risposta alla condizione dei "neet", quei giovani tra i 18 e 30 anni che non studiano e non lavorano, e lo fa nell'edizione 2022 con nuove forme e modalità, aggregando molteplici soggetti intorno a proposte che puntano a favorire l'inserimento nel mondo del lavoro attraverso l'identificazione dei talenti di ognuno".
 
Così l'assessore regionale alla Formazione, Lavoro e Famiglia Alessia Rosolen ha sintetizzato lo spirito e la cornice della misura AttivaGiovani, dotata di 1,8 milioni e incardinata nella legge regionale sulla famiglia, nel corso della presentazione di oggi a Trieste.
 
Nel progetto, che ha come capofila l'Enaip e il cui motto è "Attiva il tuo talento", la Regione ha promosso l'unione in un'associazione temporanea d'impresa di 59 i soggetti tra enti formativi, associazioni culturali, enti di terzo settore, imprese, cluster, sodalizi datoriali ed enti pubblici. I percorsi di coinvolgimento dei neet sono distribuiti su 5 aree di riferimento (giuliana, isontina, udinese e bassa friulana, medio e alto Friuli, pordenonese) e hanno l'obiettivo, nell'orizzonte dell'Agenda 2030 e del Green Deal europeo, di mettere in contatto i giovani con imprese virtuose del territorio - attraverso visite ed esperienze - e di offrire loro contesti di apprendimento diversificati, "in modo - ha spiegato l'assessore - di potersi mettere in gioco e valorizzare il proprio talento a favore della realizzazione personale e della comunità, sfruttando le competenze di base e digitali". Cinque i macrotemi di AttivaGiovani: la creatività e il digitale, le città e le comunità sostenibili, la blue e green economy, startup e innovazione e femminile e uguaglianza di genere. "L'inserimento di AttivaGiovani nella legge sulla famiglia - ha osservato Rosolen - è un dato importante perché evidenzia la responsabilità condivisa dalla società e dal territorio nei riportare i giovani a contesti occupazionali e la volontà di sviluppare quel senso di appartenenza che restituisce valore alle attività proposte".
 
Per quanto riguarda i neet il Friuli Venezia Giulia è in una posizione migliore rispetto alla media nazionale, con un trend che fino alla pandemia è stato di riduzione del fenomeno: i "not in education, employment or training" (ovvero giovani che non vanno a scuola, non lavorano e non seguono corsi formativi) sono passati dal 16,9 per cento del 2017 ai 13,6 del 2020, a fronte di una media nazionale nello stesso anno del 23,3 per cento ed europea del 12,5 per cento. "Il nostro dato meno preoccupante rispetto a quello nazionale è dovuto alla qualità e alla quantità dei percorsi formativi proposti dall'Amministrazione regionale - ha rilevato l'assessore -. Ora con AttivaGiovani proponiamo uno strumento arricchito rispetto alla prima edizione 2017 che non consiste nella semplice offerta di corsi bensì in occasioni e scoperta di contesti che portano i giovani al centro dell'attenzione e ne catturano l'interesse".
 
Come è stato ricordato nella conferenza stampa, non si tratta solo di ragazzi che non studiano e non lavorano tout court, ma anche di laureati che non hanno trovato la loro strada, di giovani che hanno cambiato più lavori o di under 30 che non hanno le idee chiare pur avendo avuto già esperienze di studio e di formazione.
 
Alla presentazione odierna hanno preso parte, in presenza e in remoto, numerosi rappresentanti dei soggetti coinvolti, del privato sociale e delle pubbliche amministrazioni, "a dimostrazione - ha concluso Rosolen - che sull'iniziativa l'interesse è alto e ampio". Informazioni sono disponibili sul sito www.attivagiovani.fvg.it o scrivendo a info@attivagiovani.fvg.it

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