Croazia, da Corte Costituzionale via libera ad affido per coppie gay
La Corte Costituziomale Croata ha preso posizione in merito a questioni che fanno riferimento alla questione delle proposte di valutazione della costituzionalità di tre articoli della Legge sull’affido, originariamente ritenute descriminatorie riferendosi ai nuclei gay da parte di alcuni partiti. Lo ha riferito il media croato Lavoce.hr
I giudici e i tribunali hanno deliberato l’obbligo di concedere a tutti alle stesse condizioni la possibilità di prender parte al servizio pubblico dell’affido. Perciò la Corte Costituzionale ha sancito che le norme vigenti, così come sono scritte hanno effetti discriminatori sugli omosessuali, pur non acconsentendo l’abrogazione gli articoli incriminatori , perché si verrebbe a creare un vuoto legislativo.
In futuro perciò la legge sull’affido dovrà essere interpretata dai Tribunali in modo tale da acconsentire l’applicazione degli stessi diritti a tutti. È stata approvata la Corte Costituzionale con 9 voti a favore e 4 contrari.
Miroslav Šeparović, presidente della Corte, ha spiegato che dei 4 voti contrari due hanno votato contro perché ritengono che la legge controversa debba essere cambiata, mentre i restanti due non ritengono che la legge abbia effetti descriminatori. Spiega anche che la scelta più giusta è stata quella di incaricare i tribunali e le Istituzioni ad applicare le disposizioni della Costituzione in modo diretto dei trattati internazionali e di altre fonti giuridiche, incluse le decisioni della Corte costituzionale stessa.
Il Centrosinistra si può ritenere soddisfatto, che ha approvato subito la decisione dei giudici. Durante la conferenza stampa indetta ieri al Sabor, Sabina Glasovac ha parlato della decisione dei giudici come una grande vittoria per i diritti dell’uomo. Peđa Grbin appoggia la delibera pensando ad un futuro, auspicandosi che cessino le discriminazioni. Ed infine anche il Partito Popolare si schiera dalla parte della Costituzione, dichiarando che non vi dovrebbe essere discriminazione nella società di oggi a causa dell’orientamento sessuale, religioso o nazionale.
Delle critiche però ci sono state, dai partiti più vicini alla Chiesa Cattolica. La presidente dell’associazione In nome della famiglia, Željka Markić, ha affermato che la Corte Coatituzionale ha oltrepassato i suoi confini, a danno dei bambini senza genitori e per la Democrazia Croata.
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