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Cronaca

Campo di atletica Fabretto senza barriere, a Gorizia un polo per l'inclusività sportiva

redazione ·
Campo di atletica Fabretto senza barriere, a Gorizia un polo per l'inclusività sportiva

Un’area sportiva storica che diventa all'avanguardia, in cui tecnologia, inclusività e ambiente che si fondono: questo l’obiettivo della nuova pista e delle aree attrezzate del campo di atletica Fabretto, che diventerà un polo di eccellenza attraverso il superamento delle barriere architettoniche fisiche introducendo anche il concetto di accessibilità sensoriale e cognitiva totale. L’impianto di via Campagnuzza diventerà così un polo di eccellenza per l'inclusività sportiva, abbattendo non solo le barriere architettoniche fisiche, ma promuovendo un'accessibilità sensoriale e cognitiva totale. Il cuore del progetto risiede nella creazione di una nuova pista dedicata specificamente ad atleti con disabilità visiva, ricavata nell’area verde perimetrale tra l’attuale anello di atletica e la recinzione dell’area sportiva, garantendo la massima autonomia di movimento in sicurezza per ogni utente.

“La cultura è anche inclusione: questo progetto renderà il campo di atletica Fabretto senza barriere, facendone il primo spazio pubblico della regione capace di offrire una performance d’eccellenza ad atleti con e senza disabilità. L’autonomia di tutti sarà quindi qualcosa di concreto e non solo un auspicio. La nostra speranza è di essere emulati, perché è vero che esistono campi di atletica e percorsi per disabili, ma l'integrazione a cui si arriverà con la pista polifunzionale renderà il Fabretto un prototipo di eccellenza”, ha sottolineato il sindaco, Rodolfo Ziberna. Alla presentazione del progetto di fattibilità sono intervenuti anche gli assessori ai Lavori pubblici, Sarah Filisetti, e allo Sport, Giulio Daidone. La prima ha ricordato l’impegno del Comune per garantire accessibilità e fruibilità degli spazi cittadini attraverso l’elaborazione e l’applicazione del Peba, il secondo invece ha rimarcato il valore dell’inclusività. Presenti anche il progettista Roberto Bove della società di ingegneria SET s.r.l. di Pordenone e il RUP Massimiliano Vittori, che hanno illustrato in modo dettagliato il progetto.

Il cuore tecnologico si baserà sull’integrazione del sistema di radiofari LETIsmart (certificato U.I.C.I.): attraverso segnalatori acustici che dialogano con i dispositivi personali, gli atleti non vedenti potranno orientarsi in totale autonomia lungo i 550 metri del percorso. La nuova pista utilizzerà una suddivisione cromatica studiata per gli ipovedenti (colori accesi ad alto contrasto) e una barra LED continua a filo pavimento per garantire l’orientamento anche in condizioni di luce scarsa o nelle ore serali. Questa distinzione materica e cromatica non è solo estetica ma funge da segnale di sicurezza passiva per evitare interferenze tra i diversi ritmi di corsa o camminata. Il progetto mira a garantire l’autonomia "porta a porta": grazie alla connessione tra il trasporto pubblico e la rete di sensori della pista, l’atleta non vedente potrà raggiungere l’impianto e usufruirne senza la necessità di un accompagnatore.

Saranno anche realizzate due grandi “piazzole”: il Polo della Riabilitazione (150 mq), protetto da barriere fonoassorbenti, e il Polo Fitness/Calistenica (300 mq) con pavimentazioni antitrauma ad alto spessore. In entrambe le piazzole ogni stazione è accompagnata da segnaletica in Braille e sistemi di assistenza vocale, permettendo ad ogni utente di conoscere modalità d’uso e caratteristiche dei macchinari in totale autonomia.

Il progetto adotta i principi del "Design for All" e rispetta il patrimonio arboreo esistente. La pista "galleggia" sul terreno per non danneggiare le radici degli alberi e utilizza materiali totalmente drenanti in linea con i più moderni standard di sostenibilità ambientale. Oltre al tracciato principale in gomma colata, saranno disponibili una variante in ghiaia stabilizzata (per il riscaldamento degli atleti) e una “pista finlandese” in corteccia di legno, ideale per il recupero post-infortunio a basso impatto articolare. La larghezza della pista (3 metri su doppia corsia) e la totale assenza di dislivelli rispetto al terreno circostante (complanarità) eliminano il rischio di urti e cadute, permettendo una convivenza fluida e sicura tra tutti gli utenti.

L’intervento è finanziato per un totale di 910mila euro grazie al contributo della Regione e del Comune di Gorizia: 700mila sono di contributo della Regione (Direzione centrale cultura e sport) e 210mila dell’avanzo di amministrazione del Comune. Si tratterà di un impianto tecnologico e sanitario, realizzato con materiali di alta qualità, come la gomma colata drenante che rispetta le radici degli alberi, e che punterà sull’integrazione del sistema digitale LETIsmart. I materiali sono stati scelti per resistere agli agenti atmosferici meglio delle soluzioni tradizionali. Il sistema elettronico sarà a basso consumo e protetto, mentre la 'pista finlandese' richiede solo rari rabbocchi di materiale naturale, rendendola una soluzione eco-sostenibile e facile da gestire. Il progetto di fattibilità necessita di una fase progettuale successiva, ovvero del progetto esecutivo. Una volta completato l'iter burocratico e l'appalto, i tempi di realizzazione saranno ottimizzati, grazie all'uso di materiali 'a freddo' e tecniche che non richiedono scavi invasivi.

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