Autostrade Alto Adriatico approva per la prima volta il rapporto di sostenibilità
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Dai 288 impianti di trattamento per le acque di dilavamento del sedime autostradale al 68% dell’illuminazione autostradale con lampade a led, fino ai 5 mila studenti coinvolti negli incontri nelle scuole per la guida sicura. Sono alcuni dei numeri contenuti nel primo rapporto volontario di sostenibilità di Autostrade Alto Adriatico, elaborato secondo gli standard di rendicontazione europei, finalizzato a rappresentare in modo trasparente e responsabile i risultati della Concessionaria nel 2025, definendo formalmente i futuri obiettivi di miglioramento, a breve/medio/lungo termine, in ambito ambientale, sociale, economico e di governance. Il 2025 è stato un anno di risultati importanti e di sfide affrontate con determinazione dalla Società autostradale che ha registrato il record storico di 54 milioni di transiti (+18 milioni rispetto al 2003) ed è costantemente impegnata nella prosecuzione dei lavori della terza corsia della A4 tra San Donà e Portogruaro (avvio dei lavori nel primo trimestre 2027); opera quest’ultima in grado di generare indotti economici enormi (2550 contratti sottoscritti dall’avvio dei lavori e con il coinvolgimento di 2400 aziende) e sostenuta grazie ai proventi dei pedaggi fermi dal 2018 con l’obiettivo di mantenerli inalterati almeno fino al 2029 (un record in Italia di 11 anni consecutivi).
“Il nostro impegno non è solo quello di rendere la rete autostrade più moderna, sicura e resiliente ma anche più sostenibile. Ogni progetto è sviluppato con l’intento di ridurre gli impatti negativi e valorizzare quelli positivi, anche attraverso opere di compensazione a favore degli ecosistemi naturali e delle comunità locali”, afferma il presidente di Autostrade Alto Adriatico, Marco Monaco che, a tal proposito, ricorda lo studio di fattibilità per un parco fotovoltaico, volto a generare benefici a cittadini e imprese, anche attraverso la costituzione di comunità energetiche. In coerenza con le linee strategiche dei soci istituzionali, Regione Friuli-Venezia Giulia e Regione Veneto, e con quanto previsto dall’Accordo di Cooperazione (accordo che disciplina il ruolo di gestori della tratta autostradale in concessione), la Società ha individuato azioni concrete e indicatori chiari e coerenti per monitorare e migliorare costantemente le performance ESG, ovvero i criteri per valutare l’impatto ambientale, sociale e la qualità del governo aziendale, e che nel caso di Autostrade Alto Adriatico rispondono ai temi della mobilità sostenibile, sicurezza stradale, gestione delle manutenzioni, relazioni con i territori e gli utenti, valorizzazione e sicurezza del personale dipendente.
“Crediamo che la sostenibilità debba permeare ogni dimensione dell’attività – commenta il presidente Monaco -. Investiamo quindi nella sicurezza dei lavoratori, nella formazione continua, nell’innovazione digitale e nel miglioramento dell’efficienza ambientale, garantendo trasparenza e responsabilità nella gestione delle risorse e degli investimenti”. Ed ecco quindi che nell’intero 2025 ad esempio c’è stato un solo infortunio nei cantieri su 71 mila uomini/giorno; è nata l’Academy Autostrade Alto Adriatico che ha permesso di erogare ai 631 dipendenti 120 corsi per un totale di 11.723 ore di formazione; e sono stati acquistati 5 dispositivi a disposizione della Polizia stradale per la verifica delle centraline motore dei veicoli circolanti al fine di individuare eventuali manomissioni dei sistemi antinquinamento.
Tra le azioni a medio e lungo termine rientrano l’implementazione degli impianti di trattamento delle acque progettati per la captazione d’inquinanti eventualmente presenti sulla carreggiata; il potenziamento del servizio di raccolta rifiuti con un incremento delle frequenze, anche sulla base delle analisi dei rifiuti abbandonati sull’autostrada; il potenziamento di altre stazioni di ricarica anche presso sedi lungo la rete autostradale e l'ulteriore implementazione dell’attuale parco automezzi con l’introduzione di veicoli a ridotta emissione, elettrici o ibridi; l’ampliamento a tutta la regione della partecipazione ai progetti di sensibilizzazione dei giovani sul tema della sicurezza stradale; la creazione di un gruppo di lavoro interno, nell’ambito del comitato paritetico, con la finalità di indirizzare nuove politiche di inclusione e parità di genere all’interno della Società.
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