Danno e beffa: rottamano l'auto per l'ecobonus ma il Ministero non sblocca i fondi

La problematica sta riguardando un centinaio di persone in Friuli Venezia Giulia e poco più di una decina a Trieste. Riceviamo la segnalazione proprio da uno di questi cittadini che ci riferisce quanto segue: "Numerosissimi clienti che hanno acquistato un’auto usufruendo dell'ecobonus statale 2025 (fino a 11.000€ in base all’ISEE), pur avendo firmato regolare contratto e ottenuto voucher valido, non riescono ad ottenere l’immatricolazione del veicolo. La vettura acquistata come nel nostro caso è ferma dal concessionario da 2 mesi. Le cause risultano legate a: ritardi nei rimborsi statali alle concessionarie, blocchi o incompletezze della piattaforma ministeriale e difficoltà operative già segnalate da fonti di settore. Secondo dati recenti, il comparto risulta esposto per oltre tanti milioni di euro e i ritardi stanno già causando lo slittamento delle consegne e delle immatricolazioni".
"Con l’avvicinarsi della scadenza del 30 giugno 2026, molti cittadini rischiano di perdere definitivamente il bonus per cause indipendenti dalla propria volontà. Si tratta di una situazione che merita attenzione mediatica urgente, in quanto coinvolge diritti economici rilevanti e un evidente squilibrio tra responsabilità pubbliche e conseguenze sui consumatori. Nel nostro caso la vettura da dare in consegna ai fini del contributo è già stata rottamata a Gennaio 2026 dal concessionario ,lasciando mia suocera in quanto intestataria a piedi con una invalidità grave al 100%. Casi del genere si stanno verificando in tutta Italia ed i consumatori si stanno riunendo per confronti su vari gruppi Whatsapp. A Latina per esempio ci sono già state varie testate giornalistiche che hanno pubblicato vari articoli in merito".
Contattato telefonicamente, il cittadino ci fa sapere di essersi personalmente rivolto ad un legale e di aver chiesto aiuto alle autorità competenti non ricevendo tuttavia alcun riscontro. Le persone che si stanno ritovando a fare i conti con questa problematica non escludono di ricorrere ad una class action.
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