Aurisina ricorda il Maresciallo Luigi Di Bernardo, Medaglia d’Oro al Valor Militare

Una cerimonia solenne e carica di commozione si è svolta questa mattina presso la sede della Compagnia Carabinieri di Aurisina per ricordare il sacrificio del Maresciallo Capo Luigi Di Bernardo, Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Memoria, ucciso il 25 maggio 1971 a Clusane d’Iseo durante un conflitto a fuoco con alcuni malviventi.
L’iniziativa organizzata dall’Arma dei Carabinieri ha voluto rendere omaggio alla memoria del sottufficiale caduto in servizio, ricordandone il coraggio, il senso del dovere e la dedizione dimostrata nel corso della propria carriera.
La deposizione della corona e la messa in suffragio
La commemorazione si è aperta con la deposizione di una corona d’alloro presso la stele commemorativa dedicata al Maresciallo Di Bernardo all’interno della caserma della Compagnia Carabinieri di Aurisina.
Successivamente si è svolta una messa in suffragio nella vicina Chiesa di San Rocco.
Alla cerimonia hanno preso parte numerose autorità civili, militari e istituzionali, tra cui il Prefetto di Trieste Giuseppe Petronzi, il Comandante della Legione Carabinieri Friuli Venezia Giulia Generale di Brigata Gabriele Vitagliano, il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Trieste colonnello Gianluca Migliozzi, il sindaco di Duino Aurisina Igor Gabrovec e il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza.
Presente anche il fratello del decorato, Ezio Di Bernardo, colonnello dell’Esercito Italiano in congedo, insieme ai sindaci dei comuni del Carso, alle forze di polizia provinciali e ai rappresentanti dell’Associazione Nazionale Carabinieri.
Il ricordo dell’eroico intervento del 1971
Nel corso della commemorazione è stata letta la motivazione ufficiale con cui il Presidente della Repubblica Giovanni Leone conferì il 25 maggio 1972 la Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Memoria al Maresciallo Luigi Di Bernardo.
Quel tragico 25 maggio 1971 il sottufficiale intervenne a Clusane d’Iseo durante un controllo nei confronti di tre criminali dediti a furti e rapine nella provincia di Brescia.
Durante l’operazione, Di Bernardo venne raggiunto da numerosi colpi d’arma da fuoco esplosi dai malviventi ma, nonostante le gravissime ferite riportate, riuscì comunque a reagire al fuoco consentendo, insieme agli altri militari presenti, di bloccare uno dei responsabili. I complici furono successivamente arrestati.
Il Maresciallo morì poco dopo a causa delle ferite riportate, a pochi giorni dal compimento dei quarant’anni.
Una carriera costruita sul senso del dovere
Luigi Di Bernardo nacque a Moggio Udinese il 21 giugno 1931 e si arruolò nell’Arma dei Carabinieri nel 1950 come Allievo Carabiniere.
Dopo il percorso formativo presso le scuole centrali di Moncalieri e Firenze, venne promosso Vicebrigadiere nel 1952 e assegnato alla Legione Carabinieri di Milano.
Nel corso della sua carriera assunse il comando di diverse stazioni dei Carabinieri, tra cui Bormio, Sondalo, Livigno, Verolanuova, Remedello e Chiari, distinguendosi costantemente per professionalità, coraggio e dedizione alle istituzioni.
Promosso Maresciallo e successivamente Maresciallo Capo nel 1965, risultò tra i più giovani in Italia a ottenere quel grado.
Gli onori ai Caduti e il “Silenzio” finale
Al termine della commemorazione, una rappresentanza della Compagnia Carabinieri di Aurisina e dell’Associazione Nazionale Carabinieri di Trieste ha reso gli Onori ai Caduti sulle note del “Silenzio”, eseguito dal Maestro Massimiliano Morosini, trombettista e docente del Conservatorio “Giuseppe Tartini” di Trieste.
La cerimonia si è conclusa con la benedizione impartita dal Cappellano Militare della Legione Carabinieri Friuli Venezia Giulia, Don Albino D’Orlando.
La motivazione della Medaglia d’Oro
La motivazione della Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Memoria ricorda il Maresciallo Luigi Di Bernardo come un comandante già distintosi “per capacità professionale, esemplare senso del dovere, slancio e coraggio nella lotta contro una vasta attività criminosa organizzata”.
Un riconoscimento che ancora oggi rappresenta una delle testimonianze più alte del sacrificio e del valore espresso da uomini dell’Arma dei Carabinieri al servizio dello Stato e della collettività.
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