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Cronaca

ATER Gorizia, premiati i progetti del concorso di idee per ripensare gli spazi comuni

redazione ·
ATER Gorizia, premiati i progetti del concorso di idee per ripensare gli spazi comuni

Progetti concreti, capaci di trasformare i cortili condominiali in luoghi di incontro e di evolvere nel tempo attraverso interventi progressivi e sostenibili. Con questo spirito si è conclusa questa mattina, nella sala del Consiglio di ATER Gorizia, la cerimonia di premiazione del concorso di idee “Riprogettare le aree comuni condominiali per restituire alla collettività luoghi privilegiati d’incontro, condivisione e socialità”, promosso dall’Azienda nell’ambito delle celebrazioni per il proprio Centenario, 1925-2025. L’iniziativa, rivolta agli studenti del Corso di Laurea Magistrale a ciclo unico in Architettura dell’Università degli Studi di Trieste con sede a Gorizia, è stata realizzata in collaborazione con il Consorzio per lo Sviluppo del Polo Universitario di Gorizia, con il Dipartimento di Ingegneria e Architettura di UNI-TS e con il patrocinio dei Comuni di Gorizia e Monfalcone. Alla premiazione hanno partecipato rappresentanti di ATER Gorizia, del Consorzio Universitario, dell’Università degli Studi di Trieste, della Regione FVG, dei Comuni di Gorizia e Monfalcone, insieme ai gruppi premiati, ai docenti, agli accompagnatori e ai referenti istituzionali coinvolti nel percorso. Nel corso della mattinata sono stati presentati alla stampa i progetti selezionati e sono stati consegnati simbolicamente i premi ai gruppi vincitori.

Il concorso ha preso in esame due contesti residenziali gestiti da ATER: il comprensorio di viale Colombo a Gorizia, nel quartiere di Straccis, e il comprensorio di via Volta a Monfalcone, nel rione Aris San Polo/Anconetta. Agli studenti è stato chiesto di elaborare proposte capaci di riordinare e valorizzare le aree comuni, migliorare la qualità degli spazi aperti, favorire occasioni di incontro tra gli abitanti e rafforzare il rapporto tra i complessi residenziali e il tessuto urbano circostante. Ogni progetto è stato sviluppato attraverso più tavole illustrate e una relazione di accompagnamento, con l’obiettivo di raccontare il percorso progettuale, le scelte adottate e le possibili modalità di realizzazione.

«Il Consorzio Universitario ha sostenuto questa iniziativa perché interpreta bene la relazione che vogliamo costruire tra il polo accademico di Gorizia e il territorio – ha aggiunto l’avv. Sergio Orzan, presidente del Consorzio per lo Sviluppo del Polo Universitario di Gorizia – Quando i giovani studenti/progettisti si misurano con problemi concreti e il loro lavoro arriva sul tavolo di chi governa gli spazi pubblici, l’Università diventa una risorsa viva per la comunità. Questo concorso è un esempio da ripetere». La Commissione giudicatrice, presieduta dal presidente di ATER Gorizia Daniele Sergon, era composta da Sergio Orzan, presidente del Consorzio per lo Sviluppo del Polo Universitario di Gorizia, dalla prof.ssa Giuseppina Scavuzzo, coordinatrice del Corso di Laurea Magistrale a ciclo unico in Architettura dell’Università degli Studi di Trieste, dalla prof.ssa Elena Marchigiani, docente di Urbanistica e responsabile dell’Accordo Quadro siglato nel 2025 tra ATER Gorizia e il Dipartimento di Ingegneria e Architettura di UNI-TS, e dall’arch. Matteo Casta, responsabile dell’Ufficio manutenzione di Ater Gorizia e prezioso collaboratore nell’ambito delle iniziative per il Centenario di ATER Gorizia.

Nella valutazione sono stati considerati l’aderenza ai temi indicati dal bando, la capacità di interpretare i bisogni sociali emersi nei quartieri, la forza dell’idea progettuale, la qualità della riflessione sulla rigenerazione urbana e, in modo particolare, la fattibilità tecnica e la possibilità di procedere per fasi, con interventi concreti, incrementali e replicabili. «Ci è sembrato importante – ha sottolineato la prof.ssa Elena Marchigiani, – costruire insieme un bando che sollecitasse gli studenti al confronto con le esigenze di contesti reali, di chi li abita e di chi li amministra. Le soluzioni proposte dai gruppi che hanno partecipato al concorso hanno dimostrato la solidità di un percorso formativo che li stimola a coltivare diverse capacità: innovare attraverso il progetto immaginando nuovi modi di abitare e dando spazio a stili di vita improntati alla socialità e alla sostenibilità; comunicare con chiarezza le proprie idee; legare le soluzioni proposte a criteri di fattibilità e facile manutenzione, in quanto condizioni oggi sempre più necessarie a garantire il mantenimento nel tempo della qualità dell’abitare, dentro e fuori gli alloggi».

Per il comprensorio di viale Colombo a Gorizia, il primo premio, pari a 3.000 euro, è stato assegnato al progetto “Casa sotto casa”, del gruppo composto da Mattia D’Angelo, Tommaso Boico, Giacomo Pettoello e Marco Conti. La proposta è stata premiata per la capacità di riorganizzare gli spazi aperti del quartiere, spostando le aree di parcheggio ai margini e rafforzando i percorsi interni pedonali e protetti. Di particolare interesse è risultata la scelta di superare il perimetro dell’area di intervento, creando un collegamento con l’ambito a ovest di viale Colombo e immaginando nuove connessioni urbane attraverso il ridisegno dell’attraversamento stradale e la riattrezzatura del giardino esistente.

Sempre per Gorizia, il secondo premio, pari a 1.000 euro, è stato assegnato a “La via nuova per un quartiere comune”, progetto di Viviani Ulisse Michele, mentre il terzo premio, pari a 500 euro, è andato a “Il quartiere verde: un nuovo paesaggio”, del gruppo composto da Gioele Holjar e Lucrezia Fonda.

«Per gli studenti – ha osservato la prof.ssa Giuseppina Scavuzzo, coordinatrice del Corso di Laurea Magistrale a ciclo unico in Architettura dell’Università degli Studi di Trieste – questo concorso ha rappresentato un’esperienza progettuale particolarmente significativa. Hanno lavorato con impegno e passione su spazi abitati, complessi, attraversati da esigenze quotidiane e da relazioni sociali. Il confronto con ATER, con i quartieri e con gli enti coinvolti ha permesso loro di misurarsi con il senso più concreto dell’architettura: migliorare la qualità dell’abitare, tenendo insieme capacità di visione e senso della comunità. Mi auguro che vi siano sempre più occasioni in cui gli studenti possano contribuire, con il loro entusiasmo e la loro visione, a ripensare i luoghi della vita quotidiana».

Per il comprensorio di via Volta a Monfalcone, il primo premio è stato assegnato al progetto “Demoghe una sVolta”, presentato da Francesca Cirocco, Adairis Peregrina Zennaro e Lorenzo Luša. La proposta si è distinta per la solidità della lettura del contesto, la capacità di rispondere alle esigenze degli abitanti, la riorganizzazione dei percorsi, degli spazi comuni e delle micro-attrezzature, con una particolare attenzione alla modularità degli arredi e alla loro possibile realizzazione. Per Monfalcone, la Commissione ha inoltre assegnato due terzi premi ex aequo a “Un parco per tutti”, del gruppo composto da Lucrezia Fonda, e Gioele Holjar, e a “Punti di incontro”, progetto di Viviani Ulisse Michele. Entrambe le proposte sono state ritenute meritevoli per la capacità di individuare soluzioni coerenti con le richieste del bando e per l’attenzione agli spazi di relazione e alla vita quotidiana del quartiere.

Il percorso aperto dal concorso potrà rappresentare una base utile per ulteriori approfondimenti progettuali. Per quanto riguarda Straccis, la presenza di aree e soggetti privati rende necessario un lavoro di condivisione e ricerca di finanziamenti, condizione che potrebbe sbloccare nuove possibilità di intervento e favorire una rigenerazione più ampia del quartiere. A Monfalcone, invece, il lavoro sui contesti residenziali si inserisce in un quadro di collaborazione già avviato da ATER con l’Azienda Sanitaria e con il privato sociale. Nell’area sono attive da anni progettualità sviluppate anche con la Cooperativa La Collina e con i servizi del territorio, un patrimonio di relazioni che potrà contribuire a dare continuità alle riflessioni emerse dal concorso.

«Questo concorso – ha sottolineato il presidente di ATER Gorizia, Daniele Sergon – ha avuto il merito di riportare l’attenzione su luoghi che spesso vengono percepiti come spazi residuali, ma che in realtà incidono profondamente sulla qualità dell’abitare. I progetti premiati hanno saputo tenere insieme visione e concretezza: non idee astratte, ma proposte che possono essere lette, valutate, discusse e, in alcuni casi, realizzate per passaggi successivi. Per ATER è un risultato importante, perché ci consente di ragionare sul futuro dei nostri complessi residenziali partendo dai bisogni delle persone e dalla cura degli spazi comuni».


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