Al via l'iter per candidare il pensiero basagliano a patrimonio dell'Unesco

La rivoluzione basagliana partì da Gorizia, dal manicomio di via Vittorio Veneto dove lo psichiatra maturò la consapevolezza che i "matti" dovevano recuperare la dignità umana. Un pensiero rivoluzionario per l'epoca, che portò al riconoscimento dei malati di mente come persone, che merita di diventare patrimonio dell'umanità. E' questo l'obiettivo che intende perseguire il Comune di Gorizia attraverso la candidatura del pensiero basagliano a patrimonio immateriale dell'Unesco. L'idea, lanciata dal consigliere comunale Franco Perazza e presentata oggi, è stata accolta dal sindaco, Rodolfo Ziberna, e fatta propria anche dalla giunta comunale, che ha approvato all'unanimità una delibera con cui si dà avvio all'iter. "Franco Basaglia - ha detto Ziberna - ha innescato una rivoluzione che ha cambiato per sempre l'approccio alla persona e alla malattia mentale, realizzando una ineguagliabile conquista di civiltà per l'intera umanità. Un percorso straordinario, che portò poi alla riforma del sistema di salute mentale con la legge n.180 del 1978. Questa pagina storica fu vissuta in prima persona dalla città di Gorizia. Il pensiero basagliano è davvero un patrimonio di tutti e come tale noi oggi abbiamo l'obbligo morale di consegnarlo alle nuove generazioni". Questa iniziativa, per l'assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi, è "un'occasione importante per valorizzare una visione straordinaria che ha profondamente trasformato il modo di concepire la salute mentale e, più in generale, la persona": "quando parliamo di salute non possiamo limitarci alla sola dimensione sanitaria: la salute è il risultato dell'integrazione tra aspetti sanitari, sociali e relazionali". A breve, è stato spiegato, sarà approvata un'altra delibera, per stanziare le risorse necessarie ad avviare formalmente la procedura. (ANSA)
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