15 settembre, giornata mondiale del linfoma: parlare con onestà per vincere paura e isolamento

Oggi, 15 settembre 2025, ricorre la Giornata Mondiale del Linfoma.
Il linfoma è una neoplasia del sistema immunitario e si sviluppa tipicamente nei linfonodi ma può nascere anche in altri organi dell’organismo. Ve ne sono di due tipi principali: Hodgkin e Non-Hodgkin, quest’ultimo si differenzia per numerosi sottotipi, mentre il primo si rileva soprattutto nei giovani.
Il tema di quest’anno, proposto dalla Lymphoma Coalition, la principale organizzazione no-profit di ed ex pazienti che supportano altre persone che stanno conoscendo questa malattia è: Honest Talk.
Spesso chi riceve una diagnosi di questo tipo conosce diverse emozioni e sensazioni contrastanti. Il Sondaggio Globale 2024 ha portato alla luce diversi lati che vivono i pazienti e chi li sostiene: tra il senso di colpa, la preoccupazione di lasciare situazioni in sospeso, la paura di rientrare a lavoro (circa il 64% delle persone con la diagnosi appena ricevuta ha timore di chiedere quando potrà tornare a lavoro o se riuscirà ad essere efficiente quanto prima), ansia, preoccupazione, dubbi sulla malattia stessa e il decorso, di non essere in grado di finire il percorso di cura, con il rischio di non essere compresi. In Italia, l’unica preoccupazione che un paziente e chi lo supporta ha la fortuna di non provare è quella riguardante il costo delle cure, grazie al Sistema Sanitario Nazionale Universalistico: il pensiero delle fatture esorbitanti con la scelta di non curarsi, invece, riguarda altri Paesi.
Su questi punti la psicologia oncologica e la ricerca medica, svolgono il loro ruolo: il supporto ai pazienti e alle famiglie a livello mentale ed emotivo da una parte, dall’altra la medicina sempre più personalizzata e meno invasiva e pesante dall’altra. Entrambe queste parti sono fondamentali per il percorso di cura.
Il silenzio, come il non parlare in modo totalmente libero e onesto, può influire negativamente sullo stato emotivo del paziente e delle persone che lo sostengono (circa il 34% però chiede aiuto psicologico per stare vicino a chi sta male) e anche come la situazione che stanno vivendo stia influenzando il rapporto tra loro.
Da meno di 10 anni, attraverso degli studi, si sta osservando, quando si viene a contatto con questa realtà, su quanto sia fondamentale aprirsi grazie un supporto mirato, senza alcun tipo di tabù o vergogna.
Pertanto, nessuno è solo, soprattutto in momenti in cui tutta la propria esistenza viene nuovamente messa in prospettiva, aprirsi e parlare può aiutare in modo profondo per mantenere la testa, il più libera possibile, per guarire e mantenere poi un livello di qualità di vita il più buono e sereno possibile.
Per maggiori informazioni: https://lymphomacoalition.org
https://filinf.it
https://www.ail.it
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