Trieste, Tommaso Starec campione del mondo ma per allenarsi sui 50 metri deve andare fuori città (VIDEO)

È campione del mondo e ha conquistato lo slot per le Paralimpiadi di Los Angeles 2028, ma Tommaso Starec non può svolgere a Trieste tutti gli allenamenti necessari per le specialità nelle quali gareggia.
È uno degli aspetti più concreti emersi durante l'intervista del diciottenne triestino a Trieste Cafe: per allenarsi sulla distanza dei 50 metri, Starec è costretto a spostarsi in regione e anche fuori dal Friuli Venezia Giulia.
«Per i 50 metri devo andare in giro»
Il giovane campione ha spiegato chiaramente come è organizzata attualmente la sua preparazione.
«Io mi alleno a Trieste per quanto riguarda l'aria compressa. Per i 50 metri devo andare in giro per la regione e anche fuori regione per riuscire a fare i 50 metri, visto che a Trieste non ci sono da un po' di anni».
Una situazione che assume ancora maggiore rilievo considerando il livello raggiunto dall'atleta e gli appuntamenti internazionali che lo attendono.
L'ipotesi dello stand a Opicina
Durante la diretta è così nato un vero e proprio appello per consentire al campione triestino di allenarsi in città anche sulla distanza più lunga.
Starec ha indicato concretamente ciò che servirebbe: «Il poligono a 50 metri, lo stand a 50 metri sul poligono di Opicina. Sarebbe un'ottima cosa».
Una struttura che permetterebbe all'atleta di ridurre almeno una parte degli spostamenti necessari alla preparazione.
Allenamenti e trasferte dietro le medaglie
Proprio gli spostamenti rappresentano una delle parti meno visibili della vita di un atleta di alto livello. Quando gli è stato chiesto cosa non si vede dietro agli ori mondiali, Starec ha parlato del lavoro quotidiano e delle trasferte.
Ci sono «gli allenamenti al poligono di Trieste» e poi la necessità di «andare in giro a fare i raduni» e di allenarsi «nelle specialità che non ci sono al poligono di Trieste».
A questo si aggiungono i lunghi viaggi legati alle competizioni internazionali: «Andare fino in Corea è un bel viaggio, quindi anche la parte dei viaggi e l'impegno quotidiano e settimanale che c'è dentro».
La categoria SH2
Nel corso della trasmissione Starec ha anche spiegato la propria categoria sportiva.
«Io sono un tiratore SH2. Questo vuol dire che ho una disabilità anche nella parte superiore del tronco e faccio la categoria R4, R5, R9».
La qualificazione paralimpica è arrivata nella R4: «In R4 mi sono qualificato. Però in R9 non la potevo prendere perché l'avevo già presa in R4».
Dietro ai risultati internazionali, dunque, c'è anche una quotidianità fatta di organizzazione e chilometri. E da Trieste parte ora un messaggio molto concreto: uno stand a 50 metri permetterebbe a Starec di svolgere in città una parte oggi mancante della propria preparazione.DI SEGUITO IL VIDEO
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