domenica 8 novembre 2026
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Sport

Tommaso Starec guarda a Paralimpiadi: «Los Angeles '28 era la gara obiettivo dei miei 4 anni» (VIDEO)

Luca Marsi·
Tommaso Starec guarda a Paralimpiadi: «Los Angeles '28 era la gara obiettivo dei miei 4 anni» (VIDEO)

Il titolo mondiale è già realtà, ma Tommaso Starec guarda avanti e mette nel mirino le Paralimpiadi di Los Angeles 2028. Il giovane campione triestino, appena diciottenne, ha raccontato a Trieste Cafe come la partecipazione all'appuntamento paralimpico fosse entrata nei suoi pensieri già al termine del ciclo di Parigi.

«Era l'obiettivo con cui, da quando è finito il ciclo di Parigi, avevo in mente di riuscire almeno a partecipare a questa Olimpiade. Era la gara obiettivo mia di questi quattro anni».

Un percorso senza un vero inizio e una vera fine

La preparazione, però, non viene vissuta come una lunga linea retta che conduce semplicemente al 2028.

«Il percorso è fatto di alti e bassi, quindi non esiste un inizio e una fine», ha spiegato Starec.

L'obiettivo è costruire progressivamente la migliore condizione possibile, passando prima attraverso altri grandi appuntamenti: «Si sta comunque preparando ad arrivare nel massimo della condizione al mondiale del prossimo anno e poi alle Olimpiadi».

Il pass conquistato e un record mondiale

Il momento nel quale ha capito di avere conquistato il pass paralimpico è ancora difficile da descrivere perfino per il diretto interessato.

«Non me ne rendevo conto, non me ne rendo conto neanche adesso».

A prevalere inizialmente era stata soprattutto la soddisfazione per la prestazione: «Ero felice per la gara che avevo fatto. Comunque avevo fatto il record mondiale, avevo sparato molto bene e quindi ero contento. Ero contentissimo di tutto quello che ero riuscito a portare a casa».

Quel tiro contro uno dei suoi idoli

Tra i ricordi del Mondiale ce n'è uno particolarmente significativo. Alla domanda su quando avesse realmente cominciato a pensare di poter vincere, Starec ha individuato un momento preciso.

«È successo dopo la seconda finale, quando ho eliminato uno dei tiratori che considero i miei idoli, che sono i più forti di sempre».

È stato allora che qualcosa è cambiato: «Là ho realizzato un po', ho detto: wow. Sono riuscito a superare addirittura lui ed è incredibile dove sono arrivato».

L'entusiasmo, però, doveva essere immediatamente rimesso sotto controllo: «Poi ovviamente ho cercato di rimanere comunque calmo per riuscire ad andare avanti negli altri colpi».

La forza di restare nel presente

È proprio la capacità di governare i pensieri uno degli aspetti fondamentali del tiro a segno secondo Starec.

Davanti al bersaglio decisivo non bisogna svuotare completamente la mente, ma riuscire a indirizzarla correttamente.

«L'obiettivo non è non pensare a niente, ma controllare tutti i pensieri, riuscire a non distrarsi, non pensare al risultato, non pensare a ciò che succederà dopo, ma concentrarsi sul qui e ora».

Un esercizio mentale tutt'altro che semplice: «È una cosa molto difficile da fare, però ci si tenta sempre».

A 18 anni, dunque, Tommaso Starec ha già raggiunto risultati enormi. Ma nel suo racconto non c'è la sensazione di essere arrivato. Los Angeles 2028 rappresenta adesso il grande orizzonte, con un percorso ancora lungo da costruire, gara dopo gara e tiro dopo tiro.

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