Territorio, IV Comm: parere favorevole a variante del Piano di governo

La IV Commissione consiliare, presieduta da Giuseppe Ghersinich (Lega), ha espresso un parere favorevole a maggioranza (sì del Centrodestra, no del Pd, astensioni di Patto per l'Autonomia-Civica Fvg e Avs), sulla delibera giuntale a firma Cristina Amirante inerente il progetto di Piano del governo del territorio (Pgt), variante 1, con i suoi 61 elaborati che vanno dall'analisi del territorio regionale alle norme tecniche di attuazione, dalla cartografia ai quadri strutturali e strategici, dal masterplan delle aree militari dismesse al rapporto ambientale a supporto della Valutazione ambientale strategica (Vas). Questo nell'ottica di passare dal Piano urbanistico regionale generale del 1978 a un Pgt targato 2026.
Dalla delibera si apprende che, come previsto dalla legge regionale 22/2009, sono stati sentiti i soggetti maggiormente portatori di interesse e parimenti sono state stilate le linee guida per la formazione della variante 1 del Pgt.
Inoltre, nel documento si ricorda che il Piano fu approvato il 16 aprile 2013 e che, oltre al parziale superamento dei suoi contenuti per l'entrata in vigore del Piano paesaggistico regionale (Psr) e per il mutato contesto territoriale causa il cambiamento climatico, il Pgt non potrebbe ancora dispiegare compiutamente i propri effetti per tre ragioni: manca uno specifico apparato legislativo che disciplini l'attuazione delle sue previsioni sia per quanto riguarda la pianificazione di area vasta, sia per quanto riguarda le procedure di un suo adeguamento da parte dei Comuni; non è stata definita la disciplina relativa alle zone territoriali omogenee e standard urbanistici, come espressamente richiesta dall'articolo 27 delle Norme tecniche di attuazione dello stesso Pgt che, nelle more, fa salve le esistenti; la sua entrata in vigore è sospesa fino alla pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione dell'approvazione della variante 1.
Dalla relazione dell'assessore Amirante, la Commissione ha anche appreso quali siano i temi ritenuti chiave del Piano, che tra l'altro si articola su due livelli, regionale e intermedio (dove i Sistemi territoriali locali sono raggruppamenti di Comuni individuati quale sede di concertazione degli elementi strategici di questo livello): miglioramento della resilienza del territorio e prevenzione dai rischi naturali; passaggio da una logica di urbanistica in espansione a una logica di rigenerazione territoriale e di miglioramento della qualità urbana; coesione ed equità per l'equilibrio fra i centri abitati nell'area vasta; miglioramento dell'accessibilità e incremento della mobilità sostenibile, anche lenta; miglioramento del bilancio energetico regionale; attrattività e sostenibilità degli agglomerati produttivi e commerciali; valorizzazione delle aree rurali a supporto dell'agricoltura, della bioeconomia e del turismo.
A nome del Patto per l'Autonomia-Civica Fvg, Marco Putto ha commentato che "è giusto aggiornare il Pgt e bene, tra gli altri, il recupero del patrimonio esistente, i limiti al consumo di suolo e non considerare il territorio come semplice agglomerato di Comuni, ma fare programmazione che va oltre il singolo. Ma restano dubbi sul livello intermedio, dove vanno definiti competenze, responsabilità, ruoli tra diversi livelli istituzionali e perimetro di azione dei Comuni".
Rosaria Capozzi (M5S) ammette "la capacità del Piano nel prevedere scelte vincolanti pro futuro". Per la pentastellata "punto decisivo sarà come realmente potrà contrastare i conflitti, come ad esempio stabilire come gestirà quelli tra sviluppo e tutela de territorio".
"Non va frenato il percorso del governo del territorio, se ne apprende l'urgenza e si condividono i principi del Pgt", ha detto Furio Honsell (Open Sinistra Fvg), "auspicando però altri punti di contatto con il Consiglio regionale per irrobustire la norma da cui il Piano dipende".
Per Serena Pellegrino (Avs) "è un documento che finalmente mette al centro la tematica ambientale, anche se forse in modo troppo prudente, serviva più audacia" nel prevederla a preambolo di tutto e parimenti "serviva più compartecipazione per convincere tutti della sua bontà". Inoltre, per lei "un Pgt ha l'obbligo di far emergere l'aspetto della bellezza di un territorio".
Diego Moretti (Pd) ha posto delle domande sulle norme tecniche di attuazione degli obiettivi del progetto, in particolare inerenti il livello intermedio, rilevando che "non sono definite le priorità" e chiedendo poi "i Piani comunali quali autonomie hanno" e "come si recepisce la loro miltifunzionalità". Richieste di specifiche anche per la componente strategica, la pianificazione comunale, gli ambiti di rigenerazione urbana e quelli turistici, i caratteri funzionali di attività agricola, gli interventi nelle zone forestali così come nelle portuali.
Dalla titolare della delibera e relativa Direzione, le risposte non si sono fatte attendere, tutte volte a sottolineare soprattutto un concetto: ad oggi, non c'è mai stato un rapporto così definito e forte di progettualità territoriale condivisa tra Regione ed enti locali del Friuli Venezia Giulia. Poi una promessa: il relativo regolamento sarà sottoposto all'attenzione della Commissione prima dell'approvazione definitiva del Pgt.
ACON/RCM
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