Province Fvg. Pellegrino (Avs): "Occasione per restituire voce ai territori"

"Il disegno di legge 86 sul ripristino delle Province elettive in Friuli Venezia Giulia rappresenta un passaggio importante, che non può essere affrontato né con nostalgia, né con propaganda. Il ritorno delle Province deve essere l'occasione per riordinare il sistema delle autonomie locali, restituendo voce ai territori e superando definitivamente la stagione degli enti intermedi svuotati di funzioni e lontani dai cittadini". Così in una nota la consigliera regionale Serena Pellegrino, di Alleanza Verdi e Sinistra, a margine della discussione in Aula del ddl 86. "Le Province - sottolinea Pellegrino - possono essere utili se sono messe al servizio anche dei Comuni, delle aree interne, della montagna e delle periferie, che troppo spesso hanno visto le decisioni allontanarsi dai propri territori. Per questo è fondamentale l'elezione diretta degli organi provinciali: dopo anni di indebolimento del rapporto tra cittadini e istituzioni, restituire alle persone la possibilità di scegliere chi governa l'area vasta è un passaggio democratico imprescindibile".
"Questa posizione - aggiunge l'esponente rossoverde - è pienamente coerente con il percorso di Alleanza Verdi e Sinistra anche a livello nazionale. In Parlamento, insieme a tante altre forze politiche, abbiamo sostenuto e presentato iniziative per il ripristino delle Province elettive e per il superamento della legge Delrio, che ha prodotto un sistema opaco e incompiuto. Non lo diciamo da oggi perché il tema è stato posto con chiarezza anche dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha richiamato la necessità di uscire dall'incertezza e dal limbo istituzionale in cui le Province sono rimaste per troppi anni".
"Nel merito - prosegue Pellegrino - gli emendamenti che ho presentato puntano a rafforzare competenze e funzioni dei nuovi enti. Tra le priorità vi sono il coordinamento della pianificazione urbanistica di area vasta, la concertazione degli investimenti locali, il sostegno ai Comuni nelle gare d'appalto attraverso una centrale unica di committenza, il ruolo sulle politiche sanitarie territoriali e una verifica seria dei confini provinciali dopo il primo anno dall'elezione degli organi". "Il nostro approccio favorevole alla riforma - conclude la
consigliera di Avs - qui come in Parlamento, nasce dunque da una scelta coerente: ricostruire un livello democratico di governo dell'area vasta, utile ai Comuni, attento alle aree più fragili e capace di dare risposte concrete ai cittadini e alle cittadine".
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