Trieste, migranti nel Porto Vecchio: «Condizioni igienico-sanitarie incontrollate, serve risposta politica»

Una situazione che, secondo Azione Trieste, Ora Trieste e Pld Trieste, si trascina ormai da mesi e che richiede una risposta immediata sul piano dell’accoglienza, della sicurezza e della sanità pubblica.
I tre segretari cittadini, Arturo Governa, Domitilla Savino e Alessandra Ferluga, lanciano un appello congiunto a tutte le forze politiche della città chiedendo l’allestimento di un dormitorio destinato a circa un centinaio di persone migranti in transito che, secondo quanto riferito, occuperebbero abusivamente alcuni edifici del Porto Vecchio.
«Una situazione che non cambia da mesi»
«Queste immagini sono state scattate ieri alle 14. Potrebbero essere state scattate oggi o in qualsiasi altro giorno perché questa situazione non cambia da mesi», affermano i rappresentanti delle tre forze politiche.
Il documento nasce dal lavoro del tavolo immigrazione congiunto tra Azione, Ora e Pld e punta a riportare al centro del dibattito cittadino una situazione che, secondo i promotori, non può più essere considerata temporanea o emergenziale.
La richiesta: un dormitorio per circa cento persone
La proposta è molto precisa.
«Serve allestire un dormitorio per il circa centinaio di persone in transito che attualmente occupano abusivamente gli edifici di Porto Vecchio in condizioni igienico-sanitarie incontrollate ed incontrollabili».
L’obiettivo dichiarato è quello di offrire una soluzione che consenta allo stesso tempo di garantire condizioni più dignitose alle persone presenti e di riportare gli edifici interessati all’interno di un quadro di controllo pubblico.
«Non si possono nascondere i problemi sotto al tappeto»
Azione, Ora e Pld chiedono una presa di posizione netta da parte della politica cittadina.
«È necessario riportare la situazione sotto controllo e non nascondere i problemi sotto al tappeto solo per mancanza di coraggio e/o per opportunità politica di breve termine».
Il tema, nella loro lettura, non riguarda soltanto l’accoglienza, ma anche la necessità di evitare la presenza di zone sottratte alle normali regole di sicurezza e tutela sanitaria.
«Non deve esistere un luogo in cui nessuno sa cosa accade»
Il passaggio più duro riguarda proprio il controllo del territorio.
«Non deve esistere, nel cuore di Trieste, un luogo sottratto al controllo ed alle leggi di pubblica sicurezza e sanità ed in cui nessuno sa ciò che accade».
Una frase che sintetizza la preoccupazione dei tre segretari rispetto a una condizione che considerano ormai strutturale.
Accoglienza e rispetto della persona
Il documento si chiude richiamando la storia e l’identità di Trieste.
«La storia di Trieste è costruita su valori di accoglienza e rispetto della persona, che sono incompatibili con quanto ormai da troppo tempo accade nell’indifferenza e con la complicità della speculazione politica».
Per Azione, Ora e Pld, quindi, la risposta non può essere né l’abbandono né la semplice rimozione del problema, ma una soluzione organizzata che tenga insieme dignità delle persone, sicurezza e controllo pubblico.
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