Rojc e Serracchiani: «Garantire la rappresentanza della comunità slovena in Parlamento» (VIDEO)

Il tema della rappresentanza della minoranza slovena torna al centro del dibattito politico nazionale. Nel corso della conferenza stampa organizzata dal Partito Democratico nella sede di via della Geppa a Trieste, la senatrice Tatjana Rojc e la deputata Debora Serracchiani, con un contributo dell'onorevole Gianni Cuperlo, hanno illustrato l'emendamento presentato dal PD alla proposta di riforma della legge elettorale nazionale, finalizzato a garantire l'elezione di un rappresentante della minoranza slovena in Parlamento.
L'iniziativa si inserisce nel confronto sulla riforma della legge elettorale e, secondo gli esponenti democratici, rappresenta un passaggio fondamentale per dare concreta attuazione ai principi già previsti dalla normativa sulla tutela della minoranza linguistica slovena.
Rojc: «La rappresentanza va garantita attraverso la legge elettorale»
Intervistata da Trieste Cafe al termine della conferenza stampa, la senatrice Tatjana Rojc ha spiegato il significato dell'emendamento.
«Proponiamo un emendamento che abbiamo preparato come Partito Democratico a livello nazionale, una riflessione sulla rappresentanza che la legge del 2001 dice che lo Stato deve facilitare, ma che deve essere in qualche modo garantita attraverso la legge elettorale.»
Secondo Rojc, l'attuale impianto della riforma difficilmente consentirebbe di assicurare questa rappresentanza.
«Questa legge elettorale difficilmente permetterà questa linea di garanzia per il seggio sloveno.»
«Ora ci aspettiamo risposte da chi ha dato garanzie»
La senatrice ha ricordato come negli ultimi mesi numerosi esponenti della maggioranza abbiano espresso aperture sul tema.
«Era necessario presentarlo anche perché ci sono state tante dichiarazioni da rappresentanti nazionali, da Antonio Tajani a Luca Ciriani. Ci sono state tante dichiarazioni e garanzie da parte del governatore Massimiliano Fedriga e di Pierpaolo Roberti.»
Per questo motivo, ha aggiunto, il Partito Democratico ritiene arrivato il momento delle scelte concrete.
«Credo che a questo punto ci aspettiamo ovviamente che ci sia qualche risposta o almeno qualche stimolo da parte di tutti questi rappresentanti a Roma.»
Rojc ha inoltre auspicato un coinvolgimento anche da parte delle istituzioni slovene.
«Ci aspettiamo anche che sia il Governo sloveno a stimolare gli amici del Governo Meloni a realizzare alla fine questa nostra necessità.»
Serracchiani: «Questa legge elettorale serve alla Meloni, non al Paese»
Durante la conferenza stampa, Debora Serracchiani ha espresso una dura critica nei confronti della proposta di riforma della legge elettorale.
«È una legge elettorale che serve alla Meloni per provare a vincere le elezioni. Non serve sicuramente al Paese che non ha un problema di stabilità.»
Secondo la deputata democratica, la maggioranza avrebbe avuto i numeri parlamentari per realizzare le riforme promesse.
«Avevano in questi quattro anni dei numeri straordinari, non li hanno usati, sono stati semplicemente fermi per i loro interessi e non hanno fatto nulla di quello che avevano promesso.»
Serracchiani ha definito il testo «sostanzialmente inemendabile» sotto diversi profili, richiamando questioni di carattere costituzionale legate al premio di maggioranza e alle liste bloccate.
«Dietro a questa legge elettorale non c'è la volontà di garantire stabilità, ma quella di avere pieni poteri.»
Secondo la parlamentare, l'obiettivo sarebbe quello di concentrare il controllo delle principali istituzioni.
«Serve semplicemente per ottenere lo stesso risultato che non sono riusciti a ottenere con il referendum, cioè prendere tutto.»
L'emendamento come «stress test» per la maggioranza
Per Serracchiani, la proposta relativa al seggio garantito rappresenta anche un banco di prova politico per il centrodestra.
«L'emendamento che oggi abbiamo presentato è una prova di verità. È uno stress test per il centrodestra che ha parlato tanto di apertura e ha parlato tanto al mondo sloveno dicendo che avrebbe ragionato sulla legge elettorale.»
Ora, ha sottolineato, sarà il voto sull'emendamento a chiarire la posizione della maggioranza.
«Oggi siamo di fronte alla legge elettorale. Noi abbiamo fatto un emendamento che chiede che ci sia la possibilità di una rappresentanza slovena al Parlamento italiano. Se lo respingono, come hanno fatto, questo è il momento della verità: da che parte stanno lo dicono i fatti.»
Le critiche alla riforma e il quadro politico nazionale
Nel corso dell'incontro con i giornalisti, Serracchiani ha affrontato anche altri temi nazionali, soffermandosi sulla crescita di Roberto Vannacci nei sondaggi.
Secondo la deputata, l'ascesa del generale rappresenterebbe un elemento di difficoltà per la coalizione di centrodestra, anche per le differenze programmatiche con la componente moderata rappresentata da Forza Italia.
Ha inoltre ribadito che il centrosinistra sta lavorando alla costruzione di un'alternativa politica fondata su temi quali sanità pubblica, scuola, ricerca, infrastrutture e rafforzamento del ruolo dell'Italia in Europa.
Alla domanda sulla leadership della coalizione, Serracchiani ha confermato che per il Partito Democratico il punto di riferimento resta Elly Schlein, definita la leader del principale partito del centrosinistra.
Infine, sul tema della cosiddetta patrimoniale, ha proposto di parlare piuttosto di un «fondo di solidarietà» o di «inclusione sociale», sostenendo che chi possiede grandi patrimoni possa contribuire maggiormente per sostenere le persone in maggiore difficoltà.
Il tema della rappresentanza resta centrale
Il cuore della conferenza stampa è comunque rimasto l'emendamento sul seggio garantito alla minoranza slovena. Secondo i promotori, il voto sulla proposta consentirà di verificare concretamente la volontà politica delle diverse forze parlamentari rispetto agli impegni assunti negli ultimi mesi sul tema della tutela della rappresentanza della comunità slovena in Italia.
DI SEGUITO IL VIDEO
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