Pubblichiamo da Roberto Cosolini
Care amiche, cari amici,
in queste ultime settimane mi è capitato di essere fermato per strada da più di qualcuno interessato alla mia opinione sulla candidatura a Sindaco di Francesco Russo.
Ho quindi deciso di mettere nero su bianco le ragioni del mio sostegno a Francesco e, se la mia opinione in merito vi interessa, non dovete fare altro che proseguire nella lettura.
Immagino che alcune ragioni sembrino ovvie: sono una persona di sinistra e sono un iscritto e un rappresentante del Partito Democratico. Ma non c’è solo questo nel mio sostegno a Francesco e ovviamente nel mio voto al PD, anzi è proprio del resto che vi voglio parlare.
Trieste è veramente ad un bivio. La città si trova difronte a delle opportunità che possono effettivamente allontanarla da quel lento e talvolta impercettibile declino. Non è più tempo di accontentarsi, non è sufficiente avere alla guida un Sindaco abile a raccogliere qualche frutto di investimenti passati, non è così che la città si riscatterà. È il momento di essere intelligenti e coraggiosi e di trasformare tutte queste opportunità in realtà solide e di lungo periodo.
Nel mio piccolo ritengo di aver dato una mano a far emergere alcune opportunità: ricorderete la battaglia forte contro l’immobilismo che opprimeva Trieste, ricorderete la svolta al porto di cui anche in questi giorni vediamo le importanti ricadute industriali, ricorderete magari il lavoro per ridare un respiro internazionale alla città di Trieste, in modo che ritornasse ad essere la più europea delle città italiane. Con Francesco abbiamo lavorato assieme, anche in quegli anni, ad esempio nella battaglia per buttar giù il muro di Porto Vecchio, che ha visto poi il successo con il suo emendamento di fine 2014.
Come vedete le opportunità sono tutte qui davanti a noi, ma bisogna continuare ad investire per capitalizzare i risultati passati e per fare emergere nuove possibilità, tra le quali c’è la trasformazione di Porto Vecchio e, questa sì irripetibile, la possibilità di accedere alla risorse del PNRR.
Sostengo Francesco perché ci accomuna la voglia di spenderci per questa città. Anche quando ci siamo confrontati alle primarie nel 2016, ciò che ci accomunava era proprio la voglia di fare il massimo per la nostra comunità. Condividiamo valori, un progetto politico, un’idea di città, l’idea di una politica fatta di passione e di servizio alla comunità.
Per questo ho sostenuto l’idea della sua candidatura a Sindaco fin dall’inizio. Lo appoggio convintamente: non voglio che una nuova stagione di immobilismo, magari diversamente vestita, oscuri questa città. Desidero fortemente, e penso siamo in tanti a farlo, un Sindaco sì capace di raccogliere i frutti, ma anche in grado di seminare per raccoglierne di nuovi.
E da triestino, ma anche da padre e da nonno, sento che questa città ha una grande responsabilità verso i giovani di oggi e di domani.
Francesco ha l’esperienza e contemporaneamente l’entusiasmo per questa sfida. Ha le idee chiare, può riprendere quel che di buono avevamo lasciato e che l’amministrazione uscente ha trascurato o addirittura accantonato, e può aprire nuove strade inaugurando una nuova stagione.
Concludo lasciandovi con una frase ricordata qualche giorno fa da Gianrico Carofiglio “Questa terra non l’abbiamo ereditata dai nostri padri. L’abbiamo presa in prestito dai nostri figli”.
Buon voto!