«Rilancio ristorazione a Trieste, siano aumentati gli spazi all'aperto per locali»
“Il comune, al fine di sostenere le attività commerciali triestine, intervenga per consentire, ove possibile, l'ampliamento fino al raddoppio degli spazi all’aperto, a parità di canone (ridotto o azzerato), nel rispetto dei diritti dei negozianti, anche tramite temporanee/stagionali nuove pedonalizzazioni.”
E’ questo ciò che chiedono Claudio Giacomelli, Salvatore Porro e Gabriele Cinquepalmi, consiglieri del gruppo comunale di Fratelli d’Italia, in una mozione che ha già incassato il sostegno di tutti i capigruppo, per favorire la ripartenza nella “Fase 2”.
“Uno dei reparti economici della nostra città più colpito dalla crisi, spiegano Giacomelli, Porro e Cinquepalmi, è sicuramente quello della ristorazione. Bar, gelaterie e, quando potranno aprire, anche i ristoranti, sono certamente tra le attività economiche che maggiormente subiranno gli effetti della crisi.”
“Per questo, continuano i tre esponenti di Fratelli d’Italia, proponiamo al comune di permettere fin da subito ai locali che ne facciano richiesta, e ove sia tecnicamente fattibile, il raddoppio o comunque il massimo ampliamento possibile degli spazi all’aperto, il tutto senza maggiori oneri per gli imprenditori ai quali deve essere garantito lo stesso canone, ridotto o azzerato, già previsto per l’emergenza Covid-19.”
“Naturalmente, spiegano Giacomelli, Porro e Cinquepalmi, questi ampliamenti non devono in alcun modo limitare i legittimi diritti di tutti gli altri commercianti.”
“Per questo, continuano i rappresentanti del movimento di Giorgia Meloni in comune, chiediamo al sindaco di valutare la possibilità, come è stato fatto in altre città della regione, di pedonalizzare, per la stagione estiva, cosa che aiuterebbe anche i commercianti, alcune strade cittadine, per permettere ancora una maggior fruibilità degli spazi pubblici”.
In questo modo, spiegano i consiglieri di Fratelli d’Italia, oltre ad aiutare concretamente gli esercenti, implementiamo le superfici disponibili per il servizio, migliorando il distanziamento sociale senza ridurre il numero dei clienti”.
“Si tratta di piccoli ma utilissimi sostegni al nostro tessuto economico che sarebbero, di fatto, a costo zero per le casse comunali.”
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