«Riapriamo cultura: far ripartire il settore con nuova pianificazione in spazi pubblici all’aperto»
Comunicato di Marina Coricciati, Consigliera e Coordinatrice Commissione Cultura IV Circoscrizione Comunale di Trieste - Coordinatrice Forum Cultura PD Trieste
Il settore culturale è stato tra i primi a chiudere per coronavirus, e tendenzialmente sarà tra gli ultimi a riaprire perché considerato “non essenziale” e spesso basato su attività che prevedono assembramenti.
Se si vuole che la cultura riparta davvero e sia sempre di più un motore di crescita sociale ed economica, la ripartenza di questo comparto dovrà essere ben organizzata e quindi è sin da ora necessaria una seria e concreta pianificazione dei mesi che verranno.
Dopo aver svolto un’attenta analisi delle potenzialità culturali del nostro territorio, mi sono convinta che per mostre e manifestazioni dobbiamo decisamente ripartire dai luoghi pubblici di aggregazione all’aperto, organizzandole in maniera da garantire un accesso di cittadini ampio e nel contempo sicuro.
La nostra città dispone di fantastici spazi aperti, dal centro alla periferia passando per il Carso, e tali spazi possono venire utilizzati per eventi di fruizione culturale. Sono molti i luoghi di Trieste in cui è possibile organizzare l’accesso del pubblico, la bigliettazione e i necessari controlli di sicurezza: per esempio, il piazzale delle Milizie a San Giusto o l’anfiteatro romano sono entrambi adatti a spettacoli teatrali e concerti, mentre luoghi come l’orto botanico e il giardino pubblico Muzio de Tommasini (già noto per il suo storico cinema all’aperto) potrebbero venir usati per le arti performative e quindi ospitare spettacoli di danza, pittura, letture di testi letterari. Serve dunque approntare una programmazione, un cartellone d’insieme che leghi questi luoghi della città a eventi ben precisi. Per creare tale programmazione servirà appoggiarsi ai grandi motori culturali della città (il teatro lirico Verdi, i teatri Rossetti, Sloveno, Contrada e Miela) ma anche alle piccole realtà culturali indipendenti che sono fortemente parte del nostro tessuto culturale e che in questo periodo patiscono importanti difficoltà. Sarà poi necessario svolgere un’analisi settore per settore creando dei tavoli di lavoro ad hoc, perché bisogna lavorare con chi conosce bene le tante realtà che fanno parte della grande tradizione culturale triestina. Facciamo dunque tutti insieme questo “cartellone della rinascita” e portiamolo nei tanti spazi di aggregazione all’aperto di cui dispone Trieste. Riprendiamo a socializzare, magari fisicamente un po’ più distanti di prima, ma comunque vicini e uniti dallo spirito di comunità e dai valori della cultura.
La pianificazione cui mi riferisco dovrà naturalmente contemperare gli aspetti cultural-contenutistici con quelli di fruibilità e sicurezza dettati dalla attuale situazione di obbligata convivenza col virus: in tutti gli spazi che andremo a individuare dovranno essere previsti ingressi contingentati, termoscanner, utilizzo obbligatorio della mascherina ed erogatori di gel disinfettante. Garantendo il necessario distanziamento sociale verrà garantita a tutti la sicurezza: al pubblico, agli operatori, agli artisti, nessuno escluso.
Per tramutare questa idea in realtà, ho presentato una mozione al Consiglio della IV Circoscrizione cittadina per impegnare il Comune di Trieste ad attuare la mia proposta di impiego degli spazi pubblici a fini culturali.
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