"Mettere in campo tutte le capacità e risorse per riportare sui banchi di scuola gli studenti"
Pubblichiamo da Michele Sacellini - Segretario Movimento FUTURA
"Le scuole rimarranno ancora chiuse. Dal marzo scorso molti giovani sono privati del loro principale luogo di incontro a causa della situazione pandemica in corso. Certamente molte scelte che vengono imposte in questo periodo sono giustificate dall’estrema straordinarietà degli eventi che stiamo attraversando. Ma quali sono i rischi ai quali stiamo andando incontro come fenomeni sociali che avranno il loro riflesso nel prossimo futuro? La scuola, oltre ad essere il luogo deputato a fornire nozioni e informazioni, ha rappresentato finora anche il luogo dove tutti noi abbiamo imparato a confrontarci con gli altri coetanei e con le gerarchie, rappresentate dai rapporti con i formatori. Tutto questo viene ora “congelato” da questa pandemia, ma quanto può essere sostenibile questa situazione? Quante competenze vengono così “perse”? E, soprattutto, la domanda che dovremmo porci è: si poteva e si può fare qualcosa di diverso per ridurre le conseguenze di tutto questo? Sarebbe fin troppo facile riscontrare come il tempo sia stato sprecato questa estate senza praticamente organizzare nulla (o comunque troppo poco) di concreto per affrontare la situazione, ma adesso, quasi al termine del primo quadrimestre, pare non siano ancora state trovate ed implementate le soluzioni adeguate a permettere il ritorno - seppur controllato e magari limitato nei numeri di presenze - a quel bisogno di crescita che viene richiesto dal momento specifico tipico dell’età a cui ci stiamo riferendo.
Trasporti pubblici con capienza maggiorata, rientro almeno a piccoli gruppi (nello sport nazionale tale modalità viene definita “bolla”), procedure di controllo della diffusione (gel, mascherine, termoscanner, distanziamento sociale), orari diversificati: sono veramente tutti strumenti inefficaci per consentire almeno in modalità “ridotta” la ripresa di questa funzione fondamentale della scuola in presenza? O forse c’è stata una carenza di capacità organizzative e risorse messe in campo per affrontare il problema?
Ci troviamo sicuramente davanti a una situazione generale grave, difficile e inizialmente imprevedibile, ma l’impressione è che l’aspetto al quale ci stiamo riferendo non venga considerato nella sua completezza e soprattutto nelle conseguenze future che ne deriveranno.
I nostri giovani, oltre all’epidemia di COVID, stanno subendo una limitazione rappresentata da momenti di solitudine, inattività e mancanza di relazioni significative ed empatiche, senza dimenticare che spesso tutto questo si sta, tra le altre cose, traducendo in un aumento della dispersione scolastica (fenomeno già ampiamente riscontrato in periodo pre-COVID e ora in aumento, vedi indagine IPSOS commissionata da Save the Children).
Quest’ultimo fenomeno comporterà presumibilmente una maggior disuguaglianza di opportunità educative e quindi un divario maggiore tra i livelli di istruzione nel prossimo futuro.
Abbiamo il dovere di mettere in campo tutte le nostre capacità e risorse per riportare tra i banchi di scuola gli studenti, abbiamo bisogno di alimentare le energie e le speranze che loro rappresentano per il domani di tutti noi".
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