Porto Vecchio, Azione rompe gli indugi: «Basta sì, distinguo e punti interrogativi. Politica decida» (VIDEO)

Il futuro del Porto Vecchio torna al centro dello scontro politico triestino e Azione sceglie un luogo altamente simbolico per mettere sul tavolo la propria posizione: l’ingresso dell’antico scalo, in Largo Santos, davanti all’ex Silos. Qui, nella mattinata di venerdì 25 settembre, il partito ha tenuto la conferenza stampa dedicata a “Porto Vecchio: andare avanti per lo sviluppo della città”, con un messaggio rivolto tanto all’Amministrazione quanto alle opposizioni: la stagione dei rinvii, secondo Azione, deve lasciare spazio alle decisioni.
A intervenire, tra gli altri, Arturo Governa, segretario comunale di Azione, e Giovanni Cervesi, che ai microfoni di Trieste Cafe hanno approfondito la posizione del partito sul destino dell’area.
Il ragionamento parte da una preoccupazione precisa: che le controversie intorno al grande progetto di trasformazione dell’antico scalo finiscano per trasmettere l’immagine di una città nella quale realizzare investimenti strategici diventa estremamente difficile.
Governa: «Rischia di passare un messaggio pericoloso»
È Arturo Governa a mettere immediatamente a fuoco il punto politico della conferenza.
«Oggi siamo qui per denunciare quello che secondo noi è un rischio», ha dichiarato a Trieste Cafe, indicando il pericolo che, alla conclusione dell’attuale stagione politica, possa affermarsi «un messaggio abbastanza pericoloso», ovvero «che a Trieste non si possano fare grandi opere, grandi investimenti senza finire nella giungla dei ricorsi al TAR».
Una posizione che Azione accompagna anche con una critica all'Amministrazione comunale. Governa riconosce infatti quelli che definisce «vuoti» nella comunicazione dei risultati e della visione futura della città da parte dell'attuale Amministrazione.
Ma il segretario comunale di Azione sposta contemporaneamente il mirino sulle dinamiche dell'opposizione e sul rapporto con i comitati civici.
«I comitati rischiano di essere strumentalizzati dalla politica di opposizione»
Secondo Governa, vi sarebbe «la sensazione che i comitati civici rappresentino, loro malgrado, una strumentalizzazione da parte della politica di opposizione».
Il riferimento è alla prosecuzione dello scontro politico sul Porto Vecchio anche attraverso strumenti esterni alle sedi istituzionali.
Per Azione il rischio è che questa contrapposizione finisca per trasformarsi in un ostacolo alla realizzazione di quello che Governa definisce «l’unico investimento di portata tale da poter proiettare questa città nei prossimi venti, trent’anni».
Una valutazione politica molto netta, accompagnata dall'allarme sulle possibili conseguenze per l'immagine economica di Trieste.
«Questo è un pericolo che non possiamo permetterci di correre», ha proseguito Governa, perché a suo giudizio la situazione starebbe alimentando sfiducia sia «nei triestini e nelle capacità che il sistema Trieste ha di portarci nel futuro», sia nei potenziali investitori.
Il timore espresso è che chi intende investire possa rimanere «scottato» dalla percezione «che non si possa muovere pietra senza finire davanti ad una giungla di ricorsi al TAR».
Azione critica anche il Comune: «Asimmetria comunicativa»
La posizione contenuta nel documento presentato durante la conferenza non risparmia tuttavia Palazzo Cheba.
Azione parla infatti di una situazione nella quale le responsabilità sarebbero «trasversali»: da una parte un'Amministrazione comunale che, secondo il partito, non sarebbe stata sufficientemente capace di ascoltare la città e comunicare la propria visione; dall'altra un'opposizione accusata di aver preferito politicizzare lo scontro.
Il concetto sintetizzato nel documento è altrettanto esplicito: «No al governo dei comitati, ma la politica faccia il suo dovere».
Azione sostiene inoltre che esista un'«evidente asimmetria comunicativa»: a fronte dell'offensiva dei comitati, il Comune apparirebbe, secondo il partito, «balbettante» nel rivendicare la legittimità delle proprie scelte e il rischio di compromettere definitivamente le opportunità di crescita del territorio.
Cervesi: «Con i sì, i distinguo e i punti interrogativi non si va avanti»
Ancora più diretto l'intervento di Giovanni Cervesi a Trieste Cafe.
Alle sue spalle il Porto Vecchio, scelto quasi come scenografia naturale di un confronto che accompagnerà inevitabilmente anche la lunga marcia verso le prossime elezioni comunali.
«La situazione è molto chiara e anche la posizione di Azione», ha esordito Cervesi. «Abbiamo dietro alle nostre spalle il comprensorio di Porto Vecchio che finalmente si avvia verso una riqualificazione».
Poi l'affondo:
«Con i sì, con i distinguo e con i punti interrogativi non si va avanti. Dobbiamo decidere e la politica deve decidere tutta e dire chiaramente da che parte sta».
Per Cervesi, dunque, il tema non può più essere affrontato attraverso posizioni interlocutorie. Azione chiede una scelta politica esplicita sul futuro dell'antico scalo.
Il richiamo al percorso iniziato nel 2015
Cervesi ha quindi ripercorso il passaggio che, nella ricostruzione proposta da Azione, rappresenta l'origine dell'attuale processo.
«Il Comune, a partire dal 2015, con il famoso emendamento Russo della sdemanializzazione che ha previsto la sdemanializzazione delle aree, ha avviato in termini di legge l'iter necessario per poter vendere gli edifici e riqualificare l'area».
Per Cervesi si tratta quindi di un percorso che non nasce oggi.
«È un iter che, ripeto, è partito ed è coerente dal 2015 con l'emendamento Russo», ha sottolineato.
L'obiettivo indicato da Azione è arrivare rapidamente alla conclusione della prima fase e alla successiva gara.
«Oggi quest'iter si avvia, si spera rapidamente, alla conclusione della prima fase che porterà a una gara a cui potranno partecipare tutti i soggetti interessati e titolati a farla, proporre le proprie proposte, le proprie iniziative per Porto Vecchio».
Da qui l'invito: «Cerchiamo di arrivare nei termini più rapidi possibili alla conclusione di questa gara».
La VIA e la richiesta di non fermare l'intero progetto
Nel documento diffuso in occasione della conferenza Azione affronta anche uno dei nodi più delicati, quello relativo alla Valutazione d'Impatto Ambientale (VIA).
La posizione espressa è quella di sgombrare il campo dai dubbi relativi alla procedura, ma senza far coincidere l'eventuale esito negativo di questa fase con l'abbandono dell'intera prospettiva di riqualificazione.
Secondo Azione, qualora l'iter della VIA non dovesse superare positivamente le verifiche ambientali previste dalla legge, sarebbe necessario chiudere quella fase e andare avanti, anziché bloccare l'unica reale proposta di investimento oggi sul tavolo.
Il partito richiama, nel documento, anche il lungo arco temporale della vicenda, parlando di decenni di paralisi e ricordando una trentina di milioni di euro di risorse pubbliche già stanziate.
Cervesi: «Trieste sta vivendo un boom, questo treno va colto al più presto»
Il secondo pilastro del ragionamento di Cervesi è economico e turistico.
«Lo dico con una forte preoccupazione perché Trieste oggi sta vivendo un boom turistico e non solo turistico molto importante», ha spiegato.
Da qui una delle immagini più forti utilizzate durante la conferenza:
«Questo è un treno che non ci passerà davanti altre volte. Ci passa davanti in questi giorni, in questi mesi e in questi anni e va colto al più presto».
Nella visione illustrata da Azione, il recupero del Porto Vecchio dovrebbe inserirsi proprio all'interno di questa fase di crescita della città.
Le due marine e lo sviluppo turistico
Cervesi individua in particolare nella componente diportistica uno degli assi sui quali costruire il futuro dell'area.
«Il recupero e il riuso di Porto Vecchio in chiave diportistica, quindi le due marine, e turistica con tutto quello che gli va attorno, è una di quelle infrastrutture di cui il turismo ha assolutamente bisogno per poter implementare e qualificare sempre di più la propria offerta».
La prospettiva delineata è dunque quella di utilizzare l'antico scalo non soltanto come grande operazione urbanistica, ma come elemento capace, secondo Azione, di sostenere ulteriormente il posizionamento turistico ed economico di Trieste.
E Cervesi collega direttamente questo sviluppo anche al tema occupazionale: «Il che vuol dire anche dare nuovi posti di lavoro ai triestini».
La proposta di Azione: marine subito e crescita graduale dei servizi
Il documento presentato dal partito individua due direttrici operative.
La prima riguarda la valorizzazione immediata delle due marine, considerate da Azione un settore trainante che non conoscerebbe rallentamenti di mercato.
La seconda riguarda invece una pianificazione graduale dei servizi, che secondo il partito dovrebbe accompagnare la crescita del Porto Vecchio attraverso una risposta progressiva alla domanda.
L'impostazione rivendicata è quindi quella di procedere per passaggi concreti, facendo partire ciò che può essere avviato e costruendo progressivamente il resto dell'offerta.
Porto Vecchio sempre più al centro della sfida politica su Trieste
La conferenza di Largo Santos aggiunge così una nuova posizione a un confronto sul Porto Vecchio che sta assumendo un peso crescente nel dibattito cittadino.
Azione prova a collocarsi su una linea precisa: critica l'Amministrazione per le carenze che individua nella capacità di comunicare e coinvolgere la città, ma contemporaneamente contesta alle opposizioni una strategia che, a suo giudizio, rischierebbe di trasferire la battaglia politica fuori dalle sedi decisionali e di rallentare il progetto.
Il messaggio conclusivo del documento è altrettanto netto: secondo Azione, «troppo tempo è stato perso in discussioni teoriche e in una contrapposizione perenne».
Per il partito, il recupero del Porto Vecchio rappresenta il futuro industriale, turistico e occupazionale di Trieste e la politica avrebbe ora il compito di assumersi la responsabilità di andare avanti e portare a termine le opere nell'interesse della città.
Una posizione che Cervesi, davanti ai magazzini dell'antico scalo, ha condensato in poche parole: «La politica deve decidere tutta e dire chiaramente da che parte sta».
DI SEGUITO IL VIDEO
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