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Politica

Porto Vecchio, Adesso Trieste attacca Dipiazza: «Atteggiamento padronale, la città non è una sua proprietà privata»

redazione·
Porto Vecchio, Adesso Trieste attacca Dipiazza: «Atteggiamento padronale, la città non è una sua proprietà privata»

«Si tratta molto probabilmente del punto più basso toccato da Dipiazza in questi anni di mandato - dichiara Riccardo Laterza, Capogruppo di Adesso Trieste in Consiglio Comunale - Oltre alla gravità della reazione violenta nei confronti dei propri concittadini, spicca come al solito l'atteggiamento proprietario del Sindaco nei confronti di quella che ritiene essere la "sua" città, una proprietà privata nella quale nessuno si deve permettere di "ficcare il naso", ovvero preoccuparsi che sia tutelato il reale interesse pubblico. Alla fine di questa triste stagione politica ci sarà veramente tanto da cambiare, a partire da questo atteggiamento».

«Il ricorso al TAR sull’iter ambientale del progetto Costim su Porto Vecchio annunciato da WWF e Legambiente, insieme al Comitato Porto Chiaro, è uno strumento previsto dal nostro ordinamento per impugnare un atto della pubblica amministrazione. Non si può mettere in discussione il diritto di ricorrere alla giustizia - aggiungono Barbara Chiarelli e Federico Monti, Portavoce di Adesso Trieste - Piuttosto, la Giunta Dipiazza dovrebbe interrogarsi sulla propria incapacità, o non volontà, di coinvolgere la cittadinanza nelle grandi scelte strategiche sul futuro di Trieste. I diversi fronti di contestazione e giudiziari aperti sono un chiaro segnale di un problema profondo di rapporto con la città».

«Tutti gli aspetti di merito d questa vicenda, ovvero il rischio che la trasformazione di Porto Vecchio si risolva in un’operazione speculativa, il frazionamento dell’intervento tra parte pubblica e privata per evitare la VIA, l’assenza di dibattito pubblico su una trasformazione così grossa - concludono Chiarelli e Monti - evidenziano un fatto chiaro: non esiste interesse pubblico senza trasparenza. Non esiste partecipazione se il dissenso viene trattato come un affronto. Non esiste una città di tutti se qualcuno pensa di poter decidere per tutti senza dover rendere conto delle proprie scelte. Porto Vecchio è troppo importante per essere considerato un affare di qualcuno. È della città. E la città ha tutto il diritto di occuparsene».

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